Vertenza Bamar Italia, l’accordo c’è ma resta lo stato di agitazione. Vicinanza (Cisal Metalmeccanici): “L’azienda ha già violato i patti sulle relazioni sindacali”
Il fulcro del nuovo scontro è il punto cinque del documento appena siglato. Il testo prevedeva esplicitamente che, nel rispetto reciproco delle relazioni sindacali, le parti si prendessero del tempo per approfondire insieme il piano organizzativo proposto dalla Cisal. L’improvvisa mossa autonoma della dirigenza è stata quindi interpretata come un vero e proprio dietrofront, che cancella nei fatti lo spirito bilaterale dell’intesa.
“L’accordo è stato firmato e i dipendenti sono tornati al lavoro con grande senso di responsabilità, ma quanto accaduto oggi è inaccettabile”, dichiara duramente Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria della Cisal Metalmeccanici. “L’azienda ha preso decisioni autonome rinnegando l’impegno al confronto e calpestando le buone relazioni sindacali che erano state la base dell’intesa. Per questa ragione, pur garantendo la ripresa delle attività lavorative, lo stato di agitazione del personale resta pienamente aperto e fermo”.
I risultati pratici ottenuti con l’accordo firmato ieri rimangono validi: la Bamar Italia si è infatti impegnata a liquidare con lo stipendio di giugno le ore di straordinario arretrate dei mesi passati, così come confermato resta l’ingresso di due nuovi operatori per alleggerire i carichi di lavoro e la programmazione annuale delle ferie. Resta invece ancora congelata la discussione sull’indennità di cassa.
Tuttavia, il clima si fa nuovamente pesante. “Non tollereremo colpi di mano”, conclude Gigi Vicinanza. “Il dialogo deve essere chiaro, trasparente e bilaterale. Chiediamo il rispetto immediato di quanto sottoscritto ieri; fino a quando l’azienda non tornerà a sedersi al tavolo con correttezza, i lavoratori e il sindacato rimarranno mobilitati in stato di agitazione”.





