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Storie di Remo, la panchina del professore Attualità 

Storie di Remo, la panchina del professore



Quinta puntata

Il prof era in piedi davanti ai nove che erano rimasti,disposti a confrontarsi con le sue ragioni e che lui stesso aveva invitati ad una profonda riflessione ,prima di procedere in quel cammino di luce.
Per la verità aveva notato nei loro occhi delle incertezze ,quando diede la parola al portavoce del gruppo.
Questi si alzò in piedi e disse di parlare a nome di tutti.Non era sfuggita al prof la profonda inquietudine dei loro
sguardi; li vedeva come all’ombra di una enorme cupola e sentiva che avevano estrema difficoltà a venire allo scoperto.
Le parole che ascoltò’ furono pesanti e suonarono come la dichiarazione di un’amara sconfitta .

 

“Prof” – esordì il portavoce – vi abbiamo sempre ascoltato con interesse ammirazione ,ma prima di venire qui stasera ci siamo visti nella parrocchia dove molti di noi sono cresciuti.
Eravamo lì seduti e ci sentivamo a casa nostra.
Da un lato guardavamo il campetto dove innumerevoli volte abbiamo giocato ,ci siamo rincorsi spensieratamente e dove ancora portiamo i nostri figli.
Di fronte i nostri sguardi si sono posati sulla chiesa dove siamo stati battezzati , ci siamo sposati e dove a Natale facciamo il presepe.
Non ce la sentiamo tutto a un tratto di rinnegare il nostro presente e il nostro passato.
Forse sbagliamo,forse avete ragione voi ma e’come se ci mancassero le forze per lasciare alle spalle i nostri trascorsi e quelli dei nostri antenati.
Il prof era lì fermo di fronte a quel suo auditorio che avrebbe voluto liberare e consegnare al Padre Celeste e che invece si stava arrendendo per sempre.
Conscio della determinazione del gruppo ,non accennò ad alcun tentativo di replica .
Egli si rese conto di quanto le fondamenta della Chiesa fossero solide dopo 2000 anni.
Gli indottrinatori avevano forgiato un monumento fatto di miti ,costruiti su falsi principi
superstizioni e tradizioni ormai radicate nelle generazioni presenti e passate.
Abbraccio’tutti ad uno ad uno ed in silenzio andò via.
Tornava a casa a piedi come sempre e pensò’ che qualcun altro sarebbe stato in futuro capace di riuscire in quella stessa missione dove lui aveva fallito .
Passò davanti all’edicola votiva della Madonna :
Sotto c’era scritto
“Mater Dei” e per la seconda volta in quella giornata il prof pianse.

Camily Bosch

 

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