Storie di Remo, la panchina del professore
Quarta puntata
Quel pomeriggio per la prima volta il prof si era alzato in piedi, andandosi a disporre di fronte al suo uditorio seduto sulla panchina.
Erano nove persone ,giuste quante ne potesse contenere quella seduta semicircolare .Esse avevano accettato di eliminare dal proprio intelletto ogni indottrinamento avuto fino a quel momento dai movimenti religiosi di appartenenza.
Oltre ai Cattolici ,c’erano un Evangelista ed un Testimone di Geova,tutti quindi di Credo Cristiano e di cultura Biblica.
Per il prof si stava compiendo la missione che in cuor suo Dio gli aveva affidato:
“Diffondere la Verità Razionale Assoluta ed Inconfutabile “.
Quella infinitesima parte di umanità seduta di fronte a lui ,aveva deciso di ascoltarlo per due motivi fondamentali:
Il primo riguardava una surrealta’ incontestabile e cioè
che i Cristiani ,la quarta parte della popolazione mondiale sarebbero stati gli unici ad accedere alla salvezza dell’anima ,lasciando altri cinque miliardi di individui nella perdizione.

La seconda riguardava la promessa della rivelazione diretta del Padre Celeste a coloro che avrebbero accettato la Verità Razionale ,storicamente dimostrata attraverso l’uso esclusivo del proprio Intelletto.
Niente fede,niente gatto nel sacco da acquistare,niente tradizioni ma da considerare solo realismo puro.
Questa”prova del nove”sarebbe avvenuta ,come lo era stato per il prof,dopo la constatatazione e l’accettazione di ognuno dei fatti storici reali.
La contemplazione della natura avrebbe completato la visione della realtà viva e palpabile sotto gli occhi di tutti.Nel Creato Dio si vede e si tocca senza bisogno di quella fede da più parti invocata ed usata per mascherare le idiozie recondite,scritte e millantate dalle religioni.
La risposta di Dio sarebbe giunta alla richiesta di dieci grazie spirituali;
né ricchezza ,ne’potere ne’successo,ma solo esaudimenti per vivere serenamente e in salute.
Non una né’due ne”tre,ma dieci richieste di grazie e dieci risposte immediate del Signore.
Prima di cominciare a parlare il prof si diresse verso la fontana e ,dopo aver poggiate le palme delle mani sul liscio davanzale prospiciente i getti d’acqua ,alzò’lo sguardo al cielo.
Il più grande dono di Dio,il suo intelletto si concentrò su tutto quello che da quel momento avrebbe detto al suo uditorio in nome del Signore.
Poi ad alta voce perché quelli sentissero pronunciò’ cantando l’essenza del suo Credo:
Gloria a Te Signor dell’universo,
gloria a Te o mio Re.
Gloria a Te che sei unico Dio,
gloria a Te o mio Re.
Gloria a Te per il don dell’Intelletto,
gloria a Te o mio Re.
Gloria a Te che mi hai toccato il petto,
gloria a Te o mio Re.
Gloria a Te che ami l’uomo giusto,
gloria a Te o mio Re,
che ti vede e legge nel Creato,
gloria a Te o mio Re ,ed alfin con Te sarà Beato,
glooria a Te , o mio Re.
Dopo una breve genuflessione,il prof si volse e discese i due gradini della fontana andando verso di loro .
Essi guardandolo in viso notarono che i suoi occhi erano umidi di pianto per la grande emozione.
Camily Bosch






