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STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA Attualità 

STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA

ottava puntata

Il museo dove lavorava Isidoro custodiva un rarissimo esemplare di elmo greco in perfette condizioni ; era proprio quello l’oggetto dei desideri del magnate
della birra che da qualche mese frequentava il negozietto di piazza Cordusio.
Quando Bruno e Fiamma parlavano tra loro di quanto avrebbe fruttato la vendita di quell’elmo ad un collezionista come il Kaiser ,ad entrambi veniva la pelle d’oca.
Il sogno di Fiamma era una villetta sul Lario; gli affari degli ultimi tempi erano andati benissimo e se fosse capitato un altro “centro” importante ,il gioco era fatto.
Ma quello che i due avevano in mente era un ‘operazione ad alto rischio , niente a che vedere con i prelievi effettuati “dalla mano amica”di Isidoro nei caotici depositi del museo ,dove le catalogazioni erano raffazzonate ed incomplete.
I due decisero di parlar chiaro con il Kaiser per saggiare la sua disponibilità ad acquistare l’elmo ,anche se di provenienza furtiva .
Il sondaggio diede subito esito positivo;
il rubicondo magnate fece capire che se quell’elmo fosse arrivato nelle sue mani equivaleva a seppellirlo in un pozzo profondo mille metri.

Esisteva una classificazione fotografica di tutte le meraviglie esposte nel museo e proprio quel reperto godeva di più di uno scatto , per la sua grandissima rarità.
Fiamma che ormai aveva maturato un ascendente significativo nei confronti di quel collezionista speciale ,innamorato ,oltre che di quell’elmo anche di quella “fagottata” di meraviglie che lei esibiva dalla testa ai piedi,riuscì’ a fare in modo che egli si proponesse come finanziatore dell’impresa per un importo da capogiro.
I due antiquari non erano mai entrati in quel museo ; non ce ne era stata necessità,avendo avuto come intermediario quell’abile funzionario infedele che vi lavorava da anni.
Fu proprio con lui che essi concertarono l’operazione ,ma a questo punto si rese necessario una loro visita al museo per verificare “de visu”la bontà artistica del reperto oggetto dei desideri del magnate.
Era una fresca mattinata primaverile ,quando Btuno e Fiamma varcarono la soglia dell’Antiquarium.
All’ingresso furono identificati come turisti di passaggio e presi in consegna da un ex maresciallo dei carabinieri in congedo che faceva da “cicerone”ai visitatori di riguardo.
Questi rimase abbagliato dalla bellezza giunonica di Fiamma ed in particolare fu letteralmente trafitto da quell’incredibile sguardo felino di lei.

 


Mentre giravano tra le sale del museo, pieno di reperti archeologici, quella particolare guida ,più che di illustrare le meraviglie esposte ,era rapito dal fascino dell’antiquaria.
Dal canto suo Fiamma rispondeva agli sguardi con quella compiacenza muliebre che spesso le donne usano gratuitamente per alimentare le iperbole mentali dei maschi che incontrano ,anche solo per puro narcisismo.
Quando i tre giunsero di fronte all’elmo Fiamma,per evitare che l’accompagnatore cogliesse l’interesse di Bruno fermo dinanzi alla vetrina che conteneva quella rarità,
si intratteneva in disparte a parlare con il maresciallo.
Questi era in balia di quei due “fari”che lo abbagliavano ; gli occhi di lei prendevano magicamente in ostaggio i sensi di quel galletto ipnotizzato.
Qualche mese dopo ,un manipolo di ladri specializzati si introdussero nel museo attraverso un abbaino “chissà come”lasciato aperto dall’interno.

Disattivati gli antifurti ,con abile maestria ,portarono via indisturbati un solo pezzo esposto in quel museo:
Un raro elmo ellenico in perfette condizioni ,non proveniente da scavo ,ma oggetto di una interminabile tesaurizzazione lunga più di 2000 anni.

CAMILY BOSCH

 

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