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STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA Attualità 

STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA

XII puntata

Fiamma stava per uscire da quell’albergo perché si era accorta che il direttore non era altro che il maresciallo dei carabinieri del museo.Era la stessa persona che ,dopo il furto avvenuto nell’Antiquarium,l’aveva fatta attenzionare dai suoi colleghi ,perché sospettata insieme al suo compagno di essere autrice di quell’azione criminosa.
Effettivamente la realtà era proprio quella ,tanto che in collaborazione con la polizia tedesca il raro reperto era stato recuperato e restituito al museo ,proprio mentre lei e Bruno erano in procinto di venderlo al kaiser.

Quando era stata costretta a voltarsi dalle parole dell’ex maresciallo , questi rimase interdetto di fronte agli “occhi della ladra “
Proprio quello sguardo che lo aveva ipnotizzato dal primo momento ,aveva fatto sì che egli si ricordasse di quella donna ferma insieme al compagno ad osservare quel raro elmo ellenico che poi sarebbe sparito.
Era passato tanto tempo,ma quegli occhi ancora lo turbavano come la prima volta che l’aveva vista.
“Prego accomodatevi in ufficio” esordì il direttore facendo strada a Fiamma .
Poco dopo i due erano seduti l’uno di fronte all’altra ,mentre tra loro era sceso un velo enigmatico e imbarazzante.
Fu il direttore a rompere il ghiaccio :
“Signora ci conosciamo?
Il museo,l’elmo che fu trafugato,ricorda!
Seguendo la vicenda sui giornali appresi che fu il suo compagno a dichiararsi responsabile dell’azione criminosa”
Fiamma mentendo ,ma senza mostrare esitazione rispose:
“Sì quando venimmo al museo eravamo in vacanza.
Il mio fidanzato era molto appassionato di archeologia ed io lo seguivo in questo suo interesse.
Poi ,quando mesi dopo mi mostrò quell’elmo ,disse che aveva fatto un buon affare comprandolo dai figli di un collezionista passato a miglior vita.

Io non riconobbi l’oggetto visto molto tempo prima ,anche perché questi reperti sono molto simili tra loro.”
Si esprimeva con l’aria di chi ostenta sicurezza per dare maggior credito alle sue parole.
Racconto’come Bruno per un male crudele era andato all’altro mondo e quanto fosse cambiata la sua esistenza da quando aveva deciso di venire al Sud per assistere la zia.
Il Direttore si chiamava Rosario e non si era mai voluto sposare ; viveva in solitudine tra avventure galanti e relazioni varie.
Fissava Fiamma mantre lei parlava ,con l’interesse di chi apprezza la bellezza femminile
e non disdegna quegli approcci che mirano a conoscerla meglio.
Era un bell’uomo ,bruno di carnagione ; i suoi tratti virili e seducenti attraevano i sensi della sua interlocutrice.
Anch’ella non era per nulla indifferente al suo fascino ; questi poteva avere una decina d’anni più di lei.
Improvvisamente in Fiamma riemerse quella chimica che la prendeva ogni qualvolta qualche bel maschio posava su di lei lo sguardo.
Nel suo corpo si riaccesero quei sussulti ormonali di una volta ,quando con Bruno frequentava i salotti hard di Milano.
Era passato tanto tempo ,ma le impronte genetiche umane sopiscono senza spegnersi.
Resta sempre un tizzoncino di brace accesa latente ,pronto a far divampare il rogo.
Rosario sembrava volersi rassicurare che Fiamma si fosse lasciato alle spalle quel suo passato da avventuriera senza scrupoli ; da uomo di legge ci teneva a frequentare persone insospettabili dal punto di vista morale.
Si rese disponibile ad offrire alla donna un periodo di prova nelle cucine dell’hotel appena comprate e propose di parlarne la sera stessa in una pizzeria delle vicinanze.
Fiamma torno’a casa tutta emozionata per quell’incontro pieno di belle aspettative.
Dopo una generosa doccia si dedicò a farsi bella per quell’inaspettato appuntamento serale.
Indosso’una gonna corta che metteva in risalto la generosità dei suoi fianchi e una camicetta di chiffon che lasciava scoperto gran parte del suo gustoso balconcino
Gli occhi non avevano ne’mascara ne’ombretto; da soli catturavano qualsiasi sguardo li avesse incrociati.
Era sera inoltrata ,quando scese in strada fermandosi alla tabaccheria di fronte.
A quell’ora era chiusa ,ma era proprio lì che aveva dato appuntamento a Rosario.
Mentre aspettava aveva davanti lo sguardo di lui che se la mangiava con gli occhi.
Solo in quel momento si rese conto che anche dentro di lei si era acceso qualcosa per quel sorrisetto furbo sotto quei baffetti da cicisbeo.

Camily Bosch

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