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Separata a Monza con due figli ma non ha i soldi per ritornare a Contursi Attualità 

Separata a Monza con due figli ma non ha i soldi per ritornare a Contursi



Separata, madre di due figli, per poter essere economicamente autosufficiente, accetta un incarico al Nord ma rischia di non riuscire a vedere i suoi ragazzi poiché, con appena 900 euro mensili e un fitto da pagare a Monza, quando torna a Contursi per riabbracciare i suoi due figli – 16 e 13 anni – che sono rimasti a vivere nella casa coniugale assegnata all’esito di un procedimento civile in godimento esclusivo al padre, oltre alle onerose spese di viaggio, deve anche pagare un fitto. La storia è stata portata alla luce da il Mattino. Il tribunale le ha infatti negato la residenza alternata nella casa coniugale nonostante il marito, sottoufficiale dell’Esercito, percepisca il doppio rispetto a lei e potrebbe, in occasione del rientro della moglie a Contursi, restare a dormire in caserma. È la classica storia dei nuovi “poveri” generati dalle separazioni solo che, questa volta, protagonista non è il padre come sempre accade, ma una madre che tra fitto e spese non riesce ad arrivare alla fine del mese e spesso deve rinunciare a vedere i propri figli perché non può permettersi un secondo affitto a Contursi. La sentenza, che ha negato alla madre il beneficio della residenza alternata, è stata pronunciata dalla prima sezione civile di Salerno (presidente Giorgio Jachia, giudici a latere Guerino Iannicelli e Valentina Chiosi) in base al presupposto che «l’alternanza dei genitori nella casa coniugale- scrive Viviana De Vita su il Mattino-, presuppone una difficile collaborazione dei coniugi nella gestione comune degli spazi e dell’ambiente domestico e la disponibilità di altre due sistemazioni abitative per l’alloggio dell’uno e dell’altro genitore nei tempi in cui non ha i figli con sé, con conseguente aggravio sulle spese familiari». I giudici hanno inoltre ulteriormente ridotto l’assegno di mantenimento del marito all’ex moglie: appena 150 euro al mese.

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