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Sarno, panetteria Russo in difficoltà dopo l’omicidio del titolare. Borrelli: “Famiglia dimenticata, comprate da loro” Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Sarno, panetteria Russo in difficoltà dopo l’omicidio del titolare. Borrelli: “Famiglia dimenticata, comprate da loro”



A sei mesi dalla tragica scomparsa di Gaetano Russo  il panettiere di Sarno ucciso  nel suo negozio per difendere la figlia, l’attività commerciale di famiglia si trova a fare i conti con una durissima crisi economica. Come è noto, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio scorso, l’assassino era entrato nella bottega con l’intento di colpire la ragazza e il commerciante aveva tentato fino all’ultimo di calmarlo e farlo ragionare, persino abbracciandolo, prima che scattasse la furia omicida. Oggi il negozio è stato rilevato dal figlio della vittima, ma i mesi di stop e il trauma hanno interrotto i rapporti commerciali. Clienti e fornitori abituali hanno trovato nel frattempo altre alternative, costringendo la famiglia a rimboccarsi le maniche in totale solitudine, per cercare di ricominciare tutto da capo. Davanti a tale drammatica situazione finanziaria e lavorativa, il deputato Francesco Emilio Borrelli si è recato in visita dai familiari per lanciare un forte appello alla solidarietà e accendere i riflettori sull’isolamento istituzionale in cui si ritrova l’attività. “Se vogliamo ricordare degnamente il sacrificio di Gaetano, il primo passo da fare è quello di sostenere la sua famiglia, abbandonata da tutti dopo la tragedia”, ha sottolineato Borrelli, spiegando che un modo concreto per aiutarli a riprendersi dal punto di vista economico è andare in Piazza Sabotino ad acquistare i loro prodotti. Il parlamentare ha poi sottolineato che la famiglia non va lasciata sola, contestando l’assenza delle istituzioni nazionali.

L’appello di Borrelli

“Sarebbe bello avere un segnale di attenzione anche dal Governo, molto impegnato in passerelle a sostegno del gioielliere Mario Roggero detenuto nel carcere di bollate. Qui a Sarno, però, a perdere la vita è stata proprio la vittima dell’aggressione, e non gli aggressori. Motivo per cui la presenza del Governo sarebbe ancor più doverosa”.


 

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