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Salerno, scomparsa Enza Basso Memoli: avviata dichiarazione di morte presunta Attualità zonarcs 

Salerno, scomparsa Enza Basso Memoli: avviata dichiarazione di morte presunta



 A quasi due decenni dalla misteriosa scomparsa di Vincenza “Enza” Basso Memoli, la donna svanita nel nulla dalla sua abitazione salernitana nel lontano 2007, si è avviato ufficialmente l’iter giudiziario  per la dichiarazione di morte presunta. Lo riporta la Città. La vicenda risale alle settimane a cavallo tra l’estate e l’autunno del 2007. Enza Basso, anziana e benestante donna salernitana, sparì improvvisamente dalla sua casa senza lasciare alcuna traccia. Insieme a lei svanì nel nulla anche il domestico di origine straniera che da tempo viveva e lavorava nell’appartamento, figura centrale su cui si concentrarono subito i sospetti degli inquirenti.

Nonostante le intense indagini condotte dalle forze dell’ordine, gli appelli ai media e i rilievi scientifici effettuati all’epoca, le ricerche non portarono mai al ritrovamento del corpo dell’anziana né all’individuazione del collaboratore domestico. Nel corso degli anni la pista investigativa si è gradualmente arenata di fronte all’assenza di riscontri concreti, lasciando aperto un giallo che ha segnato la cronaca locale. Con l’avvio della procedura legale di dichiarazione di morte presunta, s’apre ora una finestra temporale di sei mesi. Questo periodo rappresenta l’ultimo passaggio formale previsto dalla legge: sei mesi durante i quali chiunque sia in possesso di informazioni utili, testimonianze o elementi contabili e materiali potrà farsi avanti per consentire una riapertura delle indagini.

Qualora allo scadere del termine non dovesse emergere alcun elemento di novità, il Tribunale sanzionerà ufficialmente il decesso dell’anziana sotto il profilo anagrafico e giuridico, chiudendo così la complessa parentesi successoria ed ereditaria. Dietro i passaggi burocratici resta il dramma umano di una famiglia che non ha mai smesso di cercare la verità. Il figlio di Enza Basso, Salvatore, continua a vivere con il peso di un’assenza mai colmata: «Per la legge si avvia una pratica, ma per me mia madre rimane un pensiero costante. Fino all’ultimo giorno utile io continuo ad aspettarla e a sperare che qualcuno parli».

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