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Salerno, la minoranza su Porta Ovest: incongruenze nel bando comunale del 2007 Attualità zonarcs 

Salerno, la minoranza su Porta Ovest: incongruenze nel bando comunale del 2007



Di seguito alcuni degli spunti di riflessioni in merito al progetto “Porta Ovest” emersi nel corso dell’incontro stampa svoltosi questa mattina presso Palazzo di Città e promosso dai gruppi consiliari AVS, Movimento 5 Stelle e Salerno Democratica.

 

Nel 2007 il Comune di Salerno bandì il concorso internazionale di idee “Salerno Porta Ovest”, con l’obiettivo di migliorare la viabilità portuale e il collegamento con il viadotto Gatto. Il progetto vincitore non venne sviluppato integralmente: fu limitato alla sola infrastruttura viaria che assorbì l’intero finanziamento. Le successive scelte progettuali avrebbero modificato sostanzialmente questa impostazione: lo sviluppo dell’opera si è progressivamente allontanato dagli obiettivi iniziali, senza mantenere l’unitarietà funzionale dell’intervento.

I DUE STRALCI

Nel 2012, fu presentato un progetto esecutivo radicalmente diverso. L’intervento fu suddiviso in due stralci:

  • realizzazione delle gallerie e dell’infrastruttura stradale.
  • realizzazione degli svincoli e dei raccordi, comprese le rotatorie del nodo Cernicchiara,

Sul punto, l’ANAC, in una nota del 2022, sottolineò la necessità di realizzare le opere complementari nei tempi programmati, per evitare che le gallerie diventassero di fatto inutilizzabili per mancanza dei collegamenti

I COSTI

Il progetto iniziale prevedeva un importo di circa 116 milioni di euro e una durata inferiore a due anni. Il costo è successivamente salito a circa 200 milioni di euro e i tempi si sono estesi a oltre tredici anni. Per il completamento degli svincoli e dei raccordi, nel 2023 è stato stipulato un nuovo contratto, con un finanziamento di circa 43 milioni di euro e un importo contrattuale dei lavori pari a circa 29,6 milioni, oltre IVA. Tempi e costi che hanno determinato una persistente mancanza di piena funzionalità dell’infrastruttura.

L’ASSENZA DEI PARERI

Un passaggio particolarmente significativo riguarda la decisione da parte del Comune di acquisire il parere favorevole di tutti quegli Enti che malgrado fossero stati invitati, non parteciparono alla conferenza dei servizi indetta il 15 aprile del 2025. Tra questi, quello della Soprintendenza, dell’ANAS e dell’Autorità di Sistema Portuale. Un silenzio assenso che visto il peso dei pareri mancanti, secondo una giurisprudenza consolidata, non poteva essere applicato acriticamente.

LE PERPLESSITA’ BOCCIATE IN CONSIGLIO COMUNALE

Nel corso del 2025 l’esecutivo tentò di sottoporre al Consiglio comunale la delibera relativa all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, ma in entrambe le occasioni la proposta fu ritirata. Alla base vi erano le perplessità del dirigente della mobilità sulla legittimità del progetto e della procedura seguita, oltre alle criticità tecniche e gestionali già evidenziate. La questione non riguardava, soltanto la forma delle rotatorie o la soluzione ingegneristica prescelta, ma la possibilità stessa di approvare il progetto e di avviare le procedure espropriative in presenza di tali carenze.

 

CONCLUSIONI

  • mancanza di unitarietà funzionale
  • mancanza di chiarezza delle competenze
  • assenza dell’iter autorizzativo

Le gallerie, realizzate senza il completamento dei collegamenti necessari, rappresentano la conseguenza più evidente di questa impostazione. Il progetto delle rotatorie, a sua volta, avrebbe dovuto risolvere il problema, ma si è trovato esposto a nuove contestazioni tecniche, amministrative e ambientali. Per questo, prima di poter procedere, sarebbe stato necessario chiarire le competenze gestionali, verificare la correttezza della soluzione viabilistica, completare l’istruttoria ambientale e paesaggistica, acquisire i pareri necessari e risolvere le criticità procedurali e contrattuali.

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