Salerno, Armando Zambrano chiude la campagna elettorale in piazza Portanova con tutti i candidati
Chiude OGGI venerdì 22 maggio la campagna elettorale di Armando Zambrano, candidato del Centro a Sindaco di Salerno con le liste Noi Popolari Riformisti-Udc, Oltre in Azione e Salerno di Tutti.
Alle 16, nella sede del Comitato, alla galleria Capitol di Corso Vittorio Emanuele 193, è previsto un incontro Stampa con Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, con i saluti di Antonluca Cuoco, Segretario provinciale del partito Liberaldemocratico.
Subito dopo, alle 16,30, sarà in sede il deputato Lorenzo Cesa, presidente dell’Unione di Centro.
In tutti i casi interverrà il candidato Sindaco di Salerno Armando Zambrano.
Alle 17 comincia la serata di chiusura della campagna elettorale in piazza Portanova con tutti i candidati e altri ospiti.
L’idea di fondo di tutta la campagna elettorale di Armando Zambrano sta in un cambio di direzione: dall’idea della città sovradimensionata, rutilante di grandezza architettonica e navi da crociera e grandi firme – che non si è realizzata, si fosse realizzata non si starebbe qui a parlarne – a un’idea di recupero di tutto ciò che, in nome di questo sogno, è stato abbandonato al degrado e all’incuria: i quartieri in cui vivono i cittadini di Salerno.
Spunta, a fine campagna elettorale, il documento di un architetto, Antonio Carluccio, che al Comune ci ha lavorato per tutta la vita e che qualche tempo fa ha avuto un momento fugace di attenzione da parte dell’opinione pubblica. E titola così: “Salerno, la città dimenticata: manutenzione, memoria e sicurezza”.
L’incuria arriva a Palazzo di Città, questa la sostanza del documento in cui vengono enumerati alcuni casi esemplari come l’impianto di depurazione delle acque fognarie che provoca allagamenti continui a palazzo Guerra, palazzo di città, il Comune di Salerno.
“Nei sotterranei del palazzo – scrive Carluccio in un passaggio che fa particolarmente male – era custodito l’Archivio Storico cittadino: pergamene, manoscritti, cartografie, pratiche edilizie, volumi antichi e documenti di straordinario valore. In altri locali erano presenti officine comunali, depositi di attrezzature e persino materiali utilizzati per il Festival della Canzone italiana che si svolgeva a Salerno negli anni Cinquanta, prima ancora che Sanremo diventasse simbolo nazionale della musica italiana”.
Quasi tutto è andato perduto per gli allagamenti, sostiene l’architetto, affermando anche che la stabilità dell’intero edificio è compromessa da questa situazione: oggi si sono verificati distacchi dei marmi esterni, dissesti nei finestroni interni e fenomeni di scollamento sullo scalone. Anche qui ci furono interventi, ma il problema si è ripresentato.
Carluccio ricorda infine la statua di de Marinis, rimossa durante i lavori del Crescent e ora chiusa in un deposito.





