Rinasce l’Udc a Roccapiemonte, il coordinatore Carpentieri: “Riportare al centro la buona politica”
Riscoprire le radici del popolarismo e i valori dello Scudo Crociato per restituire alla politica il suo ruolo primario di confronto e visione di comunità. Non una semplice operazione di palazzo o un’architettura amministrativa legata a strette logiche elettorali, bensì un percorso culturale e ideale che punta a riavvicinare i cittadini alla partecipazione pubblica. È con queste premesse che l’Unione di Centro si affaccia nuovamente nella comunità di Roccapiemonte, affidando la guida di questa fase di rilancio all’avvocato Andrea Carpentieri. In un momento storico in cui il dibattito si riduce spesso alla ricerca del consenso immediato o alla pura gestione del potere, l’iniziativa si propone di riaccendere i riflettori sui valori cristiani, la famiglia, il lavoro e la dignità della persona, ponendo l’identità e i principi al centro di ogni scelta futura.Qual è il significato di questa iniziativa?
«Vorrei chiarire, innanzitutto, un aspetto che considero fondamentale: la nascita dell’UDC a Roccapiemonte rappresenta un’iniziativa autenticamente politica, non una semplice operazione organizzativa o amministrativa. Il nostro intento è quello di riportare al centro della riflessione pubblica una storia, una cultura politica e un patrimonio di valori che hanno accompagnato per decenni la vita democratica del nostro Paese. Mi riferisco, in particolare, ai valori cristiani e alla tradizione dello Scudo Crociato, un simbolo che appartiene alla storia politica italiana e che, a mio avviso, da troppo tempo non riceve l’attenzione che merita».Lei richiama con particolare convinzione lo Scudo Crociato. Perché ritiene ancora attuale questo simbolo?
«Perché dietro quello Scudo non c’è soltanto il simbolo di un partito. C’è una storia fatta di uomini, di idee, di impegno civile, di attenzione alla famiglia, alla solidarietà, alla dignità della persona e al bene comune. Sono valori che non appartengono esclusivamente al passato e che, soprattutto, non dovrebbero essere considerati superati. Credo che la politica abbia bisogno anche di recuperare le proprie radici culturali e ideali, senza le quali rischia di ridursi alla semplice gestione del potere o alla ricerca del consenso immediato».Oggi, però, l’Udc non gode certamente della visibilità che aveva in passato. Non crede che questo rappresenti una difficoltà?
«Sarebbe poco realistico negarlo. Oggi l’UDC è una formazione politica che molti cittadini, soprattutto i più giovani, conoscono poco. Ma sono convinto che esista una differenza sostanziale tra la conoscenza attuale di un partito e il patrimonio storico e ideale che esso rappresenta. Lo Scudo Crociato conserva un significato che va oltre le vicende contingenti delle singole formazioni politiche. È legato a una tradizione che ha segnato profondamente la storia della Repubblica italiana. Personalmente ritengo che vi siano ancora tante persone interessate a conoscere, approfondire e discutere quella storia e quei valori».In questo percorso quale ruolo sta svolgendo Mario Polichetti?
«Desidero riconoscere pubblicamente l’impegno che Mario Polichetti sta dedicando al rilancio dell’Unione di Centro. Sta lavorando con determinazione per riaffermare la presenza e l’identità del partito, richiamando l’attenzione su una tradizione politica che ritengo meritevole di essere valorizzata. Io, nel mio piccolo, cercherò di fare la mia parte, con serietà, spirito di servizio e senza alcuna pretesa di protagonismo personale. Ritengo che la politica debba essere innanzitutto impegno, responsabilità e disponibilità a confrontarsi con gli altri».Quale sarà, concretamente, il percorso dell’Udc a Roccapiemonte?
«Vorrei che questa esperienza fosse caratterizzata anzitutto dal confronto sulle idee. Non immagino una presenza politica limitata alle scadenze elettorali o alle dinamiche amministrative locali. Credo, piuttosto, nell’importanza di costruire occasioni di approfondimento culturale e politico, di discutere dei problemi della comunità e di affrontare temi come la famiglia, il lavoro, la solidarietà, i giovani e il rapporto tra cittadini e istituzioni. L’identità politica, a mio giudizio, deve precedere le scelte amministrative. Prima ancora di discutere di schieramenti e alleanze, è importante comprendere quali principi si intendano rappresentare e quale visione della società si voglia proporre».Quale messaggio desidera rivolgere ai cittadini di Roccapiemonte?
«Il mio è soprattutto un invito alla conoscenza e al confronto. A tutte le persone che si riconoscono nella storia e nei valori dell’Unione di Centro, così come a coloro che desiderano semplicemente approfondirli, rivolgo l’invito a partecipare alle iniziative che saranno organizzate sul territorio. Non è necessario condividere ogni posizione per confrontarsi con rispetto e interesse reciproco. Vorrei che la presenza dell’UDC a Roccapiemonte rappresentasse anche un’occasione per riscoprire il significato dell’impegno politico come partecipazione alla vita della comunità».In conclusione, quale auspicio accompagna l’inizio di questa esperienza?
«Mi auguro che si possa tornare a discutere di politica partendo dalle idee, dai principi e dal senso di responsabilità verso gli altri. Per quanto mi riguarda, affronto questo impegno con umiltà, consapevole delle difficoltà, ma anche del significato che attribuisco alla tradizione cristiano-democratica. Non pretendo di avere risposte a tutti i problemi. Credo, però, che sia importante continuare a porre domande, confrontarsi e mantenere vivi quei valori che hanno contribuito alla formazione della nostra democrazia. Lo Scudo Crociato rappresenta una storia. Il nostro compito è conoscerla, discuterla e riflettere su ciò che può ancora insegnarci».





