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Ravello Festival 2026: un’estate indimenticabile a Villa Rufolo tra Monteverdi, Wagner, grandi orchestre, direttori e solisti d’eccezione Provincia Provincia e Regione Turismo ed Eventi zonarcs 

Ravello Festival 2026: un’estate indimenticabile a Villa Rufolo tra Monteverdi, Wagner, grandi orchestre, direttori e solisti d’eccezione

Il giardino fiorito di Villa Rufolo, tra lussureggianti bouganville, aiuole fiorite, varietà di palme, pini e cipressi, si prepara ad accogliere anche quest’anno, principalmente sul proprio Belvedere a strapiombo sul mare, alcune delle migliori orchestre e fra i più grandi artisti del mondo per offrire al pubblico l’esperienza unica del Ravello Festival, giunto alla 74ª edizione.
Dal 4 luglio al 5 settembre, 22 appuntamenti organizzati dalla Fondazione Ravello – guidata dal presidente Alessio Vlad con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – e realizzati grazie al sostegno della Regione Campania avranno come fondale naturale uno dei panorami più belli del mondo, avvolti dal profumo del mare e dei limoni della costiera amalfitana, illuminati dai colori del tramonto o dell’alba.
In questo magico scenario, che già incantò Richard Wagner il quale lo scelse come fonte di ispirazione per il giardino di Klingsor, nell’estate 2026 si susseguiranno alla luce del tramonto, con tante esclusive italiane, direttori e solisti eccellenti – tra cui Daniele Gatti, Jordi Savall, Kent Nagano, John Eliot Gardiner, Simon Rattle, Giovanni Sollima, Jan Lisiecki, Jean-Efflam Bavouzet, Isabelle Faust – insieme a compagini come l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, il Concert des Nations, l’Ensemble Pygmalion, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Gustav Mahler Jugendorchester e The Constellation Choir and Orchestra, senza tralasciare alcune star del jazz come Rick Margitza, Rita Marcotulli e collaborazioni con varie istituzioni musicali campane, per offrire al pubblico l’esperienza unica del Ravello Festival.
“Il Ravello Festival si conferma tra i principali appuntamenti del panorama musicale internazionale. – ha sottolineato l’Assessore regionale alla cultura Onofrio Cutaia – La scelta di presentare il programma oggi a Roma, presso la Stampa Estera, proietta il sistema culturale campano in una dimensione cosmopolita. Il Festival guarda oltre i confini nazionali, favorendo nuove collaborazioni e l’accesso a pubblici più ampi. La Regione Campania continua a sostenere in modo strutturale la “Città della Musica”, affinché Ravello rappresenti un presidio culturale stabile e riconoscibile, capace di coniugare qualità artistica, sviluppo territoriale e reputazione internazionale. Lavoriamo per consolidare un modello di politiche culturali che sia espressione identitaria e infrastruttura strategica per la crescita di tutta la regione.
“Il cartellone del Festival conferma la vivacità della programmazione culturale di Ravello e la centralità della Città della Musica nel panorama internazionale. – gli ha fatto eco il Sindaco Paolo Vuilleumier – Un evento che celebra l’incontro tra arte e territorio, tra grandi concerti e sentieri secolari, importanti orchestre e scorci mozzafiato. La rassegna si inserisce in una visione strategica più ampia, promossa in sinergia con la Regione Campania, e contraddistinta da eventi ed iniziative dedicate ad un pubblico sempre più ampio di visitatori, volta a valorizzare l’identità del territorio, l’ospitalità d’eccellenza e l’autenticità di questa terra”.
Al tavolo anche Francesco Morra, consigliere provinciale con delega alla cultura “Dal 1997 Ravello fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco ed è un’attrazione turistica fondamentale della Provincia di Salerno. – ha confermato – La vocazione turistica di questi luoghi unita alla qualità della programmazione musicale del Ravello Festival collocano l’iniziativa tra le irrinunciabili dell’estate italiana, coinvolgendo alcuni tra i più grandi nomi del panorama mondiale ma anche realtà territoriali come le bande, riuscendo ancora una volta a fare del Festival un momento di eccellenza della costiera amalfitana”.
A fare gli onori di casa e ad aprire i lavori il presidente della Fondazione Ravello Alessio Vlad «Il programma del Ravello Festival 2026 conferma la direzione intrapresa: un Festival attento alla qualità artistica, al dialogo tra epoche e linguaggi diversi e al legame con Villa Rufolo e il suo paesaggio. Continuiamo a lavorare perché il Belvedere di Villa Rufolo sia il palcoscenico estivo dove si esibiscono le migliori orchestre e i migliori interpreti internazionali, senza dimenticare le realtà musicali del territorio. Il Festival è parte di un progetto più ampio che tiene insieme musica, paesaggio e comunità, e che guarda con sempre maggiore attenzione anche al pubblico internazionale e alla relazione con il sistema dell’accoglienza locale».
A illustrare il programma il direttore artistico Lucio Gregoretti che ha tracciato anche le linee guida alle quali si è ispirato: “Sotteso a questa 74ª edizione c’è un percorso unitario, in cui i singoli concerti dialogano tra loro. Il riferimento a Wagner resta un elemento identitario, ma si inserisce in un disegno più ampio che attraversa il repertorio sinfonico e il teatro musicale. L’obiettivo è offrire un’esperienza di ascolto consapevole, in cui il pubblico possa cogliere relazioni e continuità tra epoche e linguaggi diversi, dal Barocco ai nostri giorni».
Ad aprire il Festival, sabato 4 luglio (ore 20) sul Belvedere di Villa Rufolo, sarà l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Daniele Gatti, accostando il Siegfried-Idyll di Richard Wagner alla Sinfonia n. 3 “Eroica” di Ludwig van Beethoven, in vista del bicentenario dalla morte del compositore nel 2027. Il lavoro wagneriano, pagina intima composta come dono privato, introduce a una delle architetture sinfoniche più decisive dell’Ottocento, in cui Beethoven ridefinisce il rapporto tra forma e narrazione musicale.
Domenica 5 luglio (ore 20) il Festival propone Zappa & Zappa, progetto dell’ensemble Il Pomo d’Oro con il violoncellista Giovanni Sollima, che mette in dialogo due “omonimi” di epoche lontane, il violoncellista e compositore settecentesco Francesco Zappa e il musicista statunitense del secolo scorso Frank Zappa, accostando linguaggi distanti nel tempo ma accomunati da una forte componente sperimentale.
Il weekend inaugurale è segnato anche dal vernissage della mostra realizzata in collaborazione con la Galleria Lia Rumma: dopo il grande successo nel 2025 delle “Donne dell’antichità” di Anselm Kiefer, in esclusiva per gli spazi di Villa Rufolo arriveranno alcune opere di William Kentridge.
Molto ricco di appuntamenti anche il fine settimana successivo, dove si accostano l’origine dell’opera e la contemporaneità, il mito e il senso di comunità: venerdì 10 luglio (ore 19.30) piazza Duomo diventa inedito spazio scenico per Fresco di Luca Francesconi, composizione per cinque orchestre nello spazio affidata a complessi bandistici del territorio: il Premiato Concerto Bandistico Città di Minori (direttore Gioacchino Mansi), lo Storico Gran Complesso Bandistico “Città di Salerno” (direttore Rosario Barbarulo), il Complesso Bandistico “Città di Sorrento” (direttore Giuseppe Maresca), il Gran Concerto Bandistico “Città di Fisciano” (direttore Angelo Decarluccio) e l’Ass. Scuola e Banda Musicale Città di Montecorvino Rovella (direttrice Gabriella Fasulo). Insieme all’autore – del quale si festeggeranno i 70 anni – impegnato nella direzione musicale complessiva, ci sarà il regista Manuel Renga cui è affidato il coordinamento scenico e la performance di strada che concluderà la serata. Si configura così un progetto che amplia la dimensione del Festival oltre il Belvedere, lavorando sulla spazializzazione del suono e sulla relazione tra musica, architettura urbana e comunità.
Il giorno successivo, sabato 11 luglio, il programma si articola in due momenti: alle ore 18 nella Chiesa di San Giovanni del Toro è previsto Risonanze d’Orfeo di Francesconi con l’Ensemble dell’Orchestra Sinfonica di Milano, quindi alle ore 20 sul Belvedere, in esclusiva italiana, L’Orfeo di Claudio Monteverdi, diretto da Jordi Savall (in forma di concerto) con Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya; interpreti principali saranno Mauro Borgioni, Elionor Martínez, Sara Mingardo, Marianne Beate Kielland, Salvatore Mario Vitale, Furio Zanasi. Un’occasione imperdibile per ascoltare l’opera fondativa del teatro musicale europeo, affidata a uno dei grandi padri dell’interpretazione del repertorio antico nella nostra epoca.
Domenica 12 luglio (ore 20), sempre sul Belvedere, l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest diretta da Daniel Jinga, con il violinista Alexandru Tomescu, propone brani che attraversano il repertorio europeo tra Ottocento e Novecento: dalla Rapsodia romena di Enescu al virtuosismo paganiniano del Concerto “La campanella”, fino alla suite dal Lago dei cigni di Čajkovskij. Un progetto realizzato nell’ambito dell’Anno culturale Romania-Italia 2026
Venerdì 17 luglio (ore 20) l’Ensemble Pygmalion diretto da Raphaël Pichon con il baritono Stéphane Degout – artisti che hanno conquistato negli ultimi anni grande attenzione dalla critica e dal pubblico europeo – mettono in relazione Schubert e Brahms, alcune pagine liederistiche inframmezzate all’Incompiuta e poi la Prima Sinfonia di Brahms in una proposta di riflessione sulla forma e sulla memoria musicale.
Domenica 19 luglio (ore 20) il pianista Jan Lisiecki – uno dei grandi virtuosi di oggi – propone World (of) Dance, un impaginato che accosta pagine di “danze” europee e sudamericane da Chopin a Piazzolla, in cui la forma diventa elemento di connessione tra culture e linguaggi.
Venerdì 24 luglio (ore 20) è la volta dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Emmanuel Tjeknavorian – giovane interprete molto apprezzato, vincitore del Premio Abbiati 2025 – esegue una selezione dalle suite del balletto Gayaneh di Chačaturjan e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella celebre orchestrazione di Ravel, esempio emblematico di trascrizione come reinvenzione timbrica.
Mercoledì 29 luglio ci si sposta nella Sala dei Cavalieri (ore 20), per un progetto di musica e parole che è una riflessione sul teatro musicale settecentesco, intitolato Piccinni e Gluck, una corona per due su testi e drammaturgia del giornalista Valerio Cappelli, interpretato dall’attore Sergio Rubini, dal soprano Francesca Pia Vitale e con Luca Gorla al pianoforte. Un progetto dedicato alla storica contesa che contrappose a Parigi il compositore barese (la cui Cecchina era opera molto più rappresentata dei capolavori mozartiani) e quello tedesco, considerato il più grande operista del tempo. Una produzione in collaborazione con il Teatro Petruzzelli di Bari e Angelo Tumminelli (Prima International Company).
Uno dei momenti più attesi del Festival è venerdì 31 luglio (ore 20) con il ritorno a Ravello, in esclusiva italiana, di Kent Nagano con Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il progetto di esecuzione del Ring su strumenti e prassi dell’epoca wagneriana. Nel 2023 il Belvedere aveva accolto l’esecuzione dell’Oro del Reno, adesso si ascolteranno – sempre in forma di concerto – il prologo e il primo atto della Götterdämmerung di Richard Wagner: un appuntamento di risonanza internazionale, che debutterà in Germania tra qualche settimana, basato su una approfondita ricerca musicologica che punta alla ricostruzione del suono originale e anche sull’esatta dizione del libretto.
Il mese di agosto si apre con una serie di appuntamenti sempre sul Belvedere dedicati al jazz e alle musiche di oggi con Andrea Motis Trio (giovedì 6 agosto, ore 21.30); Rita Marcotulli Ensemble (venerdì 7 agosto, ore 21.30) impegnato in un concerto dal titolo Under 29 but me; quindi Rick Margitza, Jeff Ballard, Dario Deidda, Roberto Tarenzi, Domenico Sanna, Carlo Fimiani in Omaggio a Miles (sabato 8 agosto, ore 21.30).
Attesissimo l’11 agosto (ore 5.15) il tradizionale Concerto all’alba, momento identitario del Festival, in cui la musica accompagna il sorgere del giorno. L’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta quest’anno da Alessandro Palumbo, eseguirà le Carmen Suites n. 1 e n. 2 di Georges Bizet, la Sinfonia n. 8 op. 88 di Antonín Dvořák e Les préludes S97 di Franz Liszt. Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi del Festival, soprattutto dai turisti e che quest’anno si concluderà con una prima colazione nei giardini della Villa. La Fondazione ha quindi deciso di dar vita a una nuova forma di collaborazione con le strutture alberghiere di Ravello per attivare una speciale prelazione per alcuni pacchetti per assistere al Festival e in particolare al Concerto all’alba.
Il Festival torna quindi sul Belvedere a fine agosto, con una sequenza di grandi orchestre internazionali direttori e solisti fra i più noti di oggi. L’orario di inizio dei concerti, per offrire al pubblico lo spettacolo naturale del tramonto, è anticipato alle ore 19.30.
Si comincia mercoledì 26 agosto con la Filarmonica “George Enescu” diretta da Robert Treviño impegnata nella Rapsodia romena n. 1 op. 11 di Enescu appunto e la Sinfonia n. 2 op. 27 di Sergej Rachmaninov.
Giovedì 27 agosto, nello spazio suggestivo e raccolto della Sala dei Cavalieri, il celebre pianista francese, molto apprezzato per le esecuzioni di compositori della tradizione musicale del suo Paese, Jean-Efflam Bavouzet proporrà l’Integrale della musica per pianoforte solo di Maurice Ravel in due parti, alle ore 18 e alle ore 21.
Programmi “tedeschi” e certamente interconnessi sabato 29 agosto con il Preludio da Parsifal di Wagner e la Sinfonia n. 4 “Romantica” di Anton Bruckner per la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Philippe Jordan e poi domenica 30 agosto con The Constellation Choir and Orchestra diretti da John Eliot Gardiner che propongono Das Schicklslied (“Canto del destino”) op. 54 di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 2 op. 52 “Lobgesang” di Felix Mendelssohn-Bartholdy.
Finale d’eccezione sabato 5 settembre (Belvedere, ore 19.30) in esclusiva italiana arriverà a Ravello la Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle per un programma interamente dedicato a Schumann con Isabelle Faust impegnata nel Concerto per violino e poi la Sinfonia n. 2 op. 61.
Torna nel 2026 il ciclo di incontri introduttivi con traduzione simultanea digitale in inglese: in coincidenza con alcuni dei concerti in programma, negli spazi di Villa Rufolo, giornalisti, critici, interpreti guideranno il pubblico alla scoperta dei capolavori in programma (ingresso libero con prenotazione).
Progetto Ravello 2026 CUP F29I26000210001 a valere sui fondi dell’Accordo per la coesione della Regione Campania DGR 641 del 18/09/2025
Informazioni di biglietteria
I biglietti per tutti gli appuntamenti, eccetto il concerto all’alba, saranno in vendita da lunedì 27 aprile a mezzogiorno sul sito www.ravellofestival.com
Gli iscritti alla newsletter avranno a disposizione alcuni giorni di prelazione prima dell’apertura delle vendite.
I biglietti per il Concerto all’alba saranno in vendita da giovedì 7 maggio a mezzogiorno dopo il periodo di prelazione riservata alle strutture alberghiere di Ravello.
Il Boxoffice di Piazza Duomo a Ravello sarà aperto a partire dal 1° luglio 2026, dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 14 (chiuso il lunedì); nei giorni dei concerti, dalle ore 10 alle ore 14 e poi dalle ore 17 fino all’orario di inizio degli stessi. tel: +39 089 858422 / boxoffice@ravellofestival.com
Prezzi dei biglietti (non rimborsabili)
4-5-11-12-17-24-31 luglio, 26-29-30 agosto, 5 settembre: 60 euro
19 luglio, 6-7-8 agosto: 40 euro
29 luglio (non numerato): 20 euro
11 agosto (comprensivo di colazione dopo il concerto): 100 euro
27 agosto (non numerato) 20 euro / 30 euro per entrambi i concerti
Under 26
Sono previsti biglietti (escluso il Concerto all’alba) al costo di 20 euro acquistabili esclusivamente in loco fino ad esaurimento dei posti disponibili (sarà necessario esibire un documento di identità all’ingresso). I biglietti sono nominativi e non cedibili.
www.ravellofestival.com
Il programma potrebbe subire variazioni.azione Ravello sostenuta dalla Regione Campania, 22 appuntamenti tra opera, repertorio sinfonico, barocco e jazz, teatro e musica da camera con il panorama più bello del mondo
Il giardino fiorito di Villa Rufolo, tra lussureggianti bouganville, aiuole fiorite, varietà di palme, pini e cipressi, si prepara ad accogliere anche quest’anno, principalmente sul proprio Belvedere a strapiombo sul mare, alcune delle migliori orchestre e fra i più grandi artisti del mondo per offrire al pubblico l’esperienza unica del Ravello Festival, giunto alla 74ª edizione.
Dal 4 luglio al 5 settembre, 22 appuntamenti organizzati dalla Fondazione Ravello – guidata dal presidente Alessio Vlad con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – e realizzati grazie al sostegno della Regione Campania avranno come fondale naturale uno dei panorami più belli del mondo, avvolti dal profumo del mare e dei limoni della costiera amalfitana, illuminati dai colori del tramonto o dell’alba.
In questo magico scenario, che già incantò Richard Wagner il quale lo scelse come fonte di ispirazione per il giardino di Klingsor, nell’estate 2026 si susseguiranno alla luce del tramonto, con tante esclusive italiane, direttori e solisti eccellenti – tra cui Daniele Gatti, Jordi Savall, Kent Nagano, John Eliot Gardiner, Simon Rattle, Giovanni Sollima, Jan Lisiecki, Jean-Efflam Bavouzet, Isabelle Faust – insieme a compagini come l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, il Concert des Nations, l’Ensemble Pygmalion, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Gustav Mahler Jugendorchester e The Constellation Choir and Orchestra, senza tralasciare alcune star del jazz come Rick Margitza, Rita Marcotulli e collaborazioni con varie istituzioni musicali campane, per offrire al pubblico l’esperienza unica del Ravello Festival.
“Il Ravello Festival si conferma tra i principali appuntamenti del panorama musicale internazionale. – ha sottolineato l’Assessore regionale alla cultura Onofrio Cutaia – La scelta di presentare il programma oggi a Roma, presso la Stampa Estera, proietta il sistema culturale campano in una dimensione cosmopolita. Il Festival guarda oltre i confini nazionali, favorendo nuove collaborazioni e l’accesso a pubblici più ampi. La Regione Campania continua a sostenere in modo strutturale la “Città della Musica”, affinché Ravello rappresenti un presidio culturale stabile e riconoscibile, capace di coniugare qualità artistica, sviluppo territoriale e reputazione internazionale. Lavoriamo per consolidare un modello di politiche culturali che sia espressione identitaria e infrastruttura strategica per la crescita di tutta la regione.
“Il cartellone del Festival conferma la vivacità della programmazione culturale di Ravello e la centralità della Città della Musica nel panorama internazionale. – gli ha fatto eco il Sindaco Paolo Vuilleumier – Un evento che celebra l’incontro tra arte e territorio, tra grandi concerti e sentieri secolari, importanti orchestre e scorci mozzafiato. La rassegna si inserisce in una visione strategica più ampia, promossa in sinergia con la Regione Campania, e contraddistinta da eventi ed iniziative dedicate ad un pubblico sempre più ampio di visitatori, volta a valorizzare l’identità del territorio, l’ospitalità d’eccellenza e l’autenticità di questa terra”.
Al tavolo anche Francesco Morra, consigliere provinciale con delega alla cultura “Dal 1997 Ravello fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco ed è un’attrazione turistica fondamentale della Provincia di Salerno. – ha confermato – La vocazione turistica di questi luoghi unita alla qualità della programmazione musicale del Ravello Festival collocano l’iniziativa tra le irrinunciabili dell’estate italiana, coinvolgendo alcuni tra i più grandi nomi del panorama mondiale ma anche realtà territoriali come le bande, riuscendo ancora una volta a fare del Festival un momento di eccellenza della costiera amalfitana”.
A fare gli onori di casa e ad aprire i lavori il presidente della Fondazione Ravello Alessio Vlad «Il programma del Ravello Festival 2026 conferma la direzione intrapresa: un Festival attento alla qualità artistica, al dialogo tra epoche e linguaggi diversi e al legame con Villa Rufolo e il suo paesaggio. Continuiamo a lavorare perché il Belvedere di Villa Rufolo sia il palcoscenico estivo dove si esibiscono le migliori orchestre e i migliori interpreti internazionali, senza dimenticare le realtà musicali del territorio. Il Festival è parte di un progetto più ampio che tiene insieme musica, paesaggio e comunità, e che guarda con sempre maggiore attenzione anche al pubblico internazionale e alla relazione con il sistema dell’accoglienza locale».
A illustrare il programma il direttore artistico Lucio Gregoretti che ha tracciato anche le linee guida alle quali si è ispirato: “Sotteso a questa 74ª edizione c’è un percorso unitario, in cui i singoli concerti dialogano tra loro. Il riferimento a Wagner resta un elemento identitario, ma si inserisce in un disegno più ampio che attraversa il repertorio sinfonico e il teatro musicale. L’obiettivo è offrire un’esperienza di ascolto consapevole, in cui il pubblico possa cogliere relazioni e continuità tra epoche e linguaggi diversi, dal Barocco ai nostri giorni».
Ad aprire il Festival, sabato 4 luglio (ore 20) sul Belvedere di Villa Rufolo, sarà l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Daniele Gatti, accostando il Siegfried-Idyll di Richard Wagner alla Sinfonia n. 3 “Eroica” di Ludwig van Beethoven, in vista del bicentenario dalla morte del compositore nel 2027. Il lavoro wagneriano, pagina intima composta come dono privato, introduce a una delle architetture sinfoniche più decisive dell’Ottocento, in cui Beethoven ridefinisce il rapporto tra forma e narrazione musicale.
Domenica 5 luglio (ore 20) il Festival propone Zappa & Zappa, progetto dell’ensemble Il Pomo d’Oro con il violoncellista Giovanni Sollima, che mette in dialogo due “omonimi” di epoche lontane, il violoncellista e compositore settecentesco Francesco Zappa e il musicista statunitense del secolo scorso Frank Zappa, accostando linguaggi distanti nel tempo ma accomunati da una forte componente sperimentale.
Il weekend inaugurale è segnato anche dal vernissage della mostra realizzata in collaborazione con la Galleria Lia Rumma: dopo il grande successo nel 2025 delle “Donne dell’antichità” di Anselm Kiefer, in esclusiva per gli spazi di Villa Rufolo arriveranno alcune opere di William Kentridge.
Molto ricco di appuntamenti anche il fine settimana successivo, dove si accostano l’origine dell’opera e la contemporaneità, il mito e il senso di comunità: venerdì 10 luglio (ore 19.30) piazza Duomo diventa inedito spazio scenico per Fresco di Luca Francesconi, composizione per cinque orchestre nello spazio affidata a complessi bandistici del territorio: il Premiato Concerto Bandistico Città di Minori (direttore Gioacchino Mansi), lo Storico Gran Complesso Bandistico “Città di Salerno” (direttore Rosario Barbarulo), il Complesso Bandistico “Città di Sorrento” (direttore Giuseppe Maresca), il Gran Concerto Bandistico “Città di Fisciano” (direttore Angelo Decarluccio) e l’Ass. Scuola e Banda Musicale Città di Montecorvino Rovella (direttrice Gabriella Fasulo). Insieme all’autore – del quale si festeggeranno i 70 anni – impegnato nella direzione musicale complessiva, ci sarà il regista Manuel Renga cui è affidato il coordinamento scenico e la performance di strada che concluderà la serata. Si configura così un progetto che amplia la dimensione del Festival oltre il Belvedere, lavorando sulla spazializzazione del suono e sulla relazione tra musica, architettura urbana e comunità.
Il giorno successivo, sabato 11 luglio, il programma si articola in due momenti: alle ore 18 nella Chiesa di San Giovanni del Toro è previsto Risonanze d’Orfeo di Francesconi con l’Ensemble dell’Orchestra Sinfonica di Milano, quindi alle ore 20 sul Belvedere, in esclusiva italiana, L’Orfeo di Claudio Monteverdi, diretto da Jordi Savall (in forma di concerto) con Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya; interpreti principali saranno Mauro Borgioni, Elionor Martínez, Sara Mingardo, Marianne Beate Kielland, Salvatore Mario Vitale, Furio Zanasi. Un’occasione imperdibile per ascoltare l’opera fondativa del teatro musicale europeo, affidata a uno dei grandi padri dell’interpretazione del repertorio antico nella nostra epoca.
Domenica 12 luglio (ore 20), sempre sul Belvedere, l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest diretta da Daniel Jinga, con il violinista Alexandru Tomescu, propone brani che attraversano il repertorio europeo tra Ottocento e Novecento: dalla Rapsodia romena di Enescu al virtuosismo paganiniano del Concerto “La campanella”, fino alla suite dal Lago dei cigni di Čajkovskij. Un progetto realizzato nell’ambito dell’Anno culturale Romania-Italia 2026
Venerdì 17 luglio (ore 20) l’Ensemble Pygmalion diretto da Raphaël Pichon con il baritono Stéphane Degout – artisti che hanno conquistato negli ultimi anni grande attenzione dalla critica e dal pubblico europeo – mettono in relazione Schubert e Brahms, alcune pagine liederistiche inframmezzate all’Incompiuta e poi la Prima Sinfonia di Brahms in una proposta di riflessione sulla forma e sulla memoria musicale.
Domenica 19 luglio (ore 20) il pianista Jan Lisiecki – uno dei grandi virtuosi di oggi – propone World (of) Dance, un impaginato che accosta pagine di “danze” europee e sudamericane da Chopin a Piazzolla, in cui la forma diventa elemento di connessione tra culture e linguaggi.
Venerdì 24 luglio (ore 20) è la volta dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Emmanuel Tjeknavorian – giovane interprete molto apprezzato, vincitore del Premio Abbiati 2025 – esegue una selezione dalle suite del balletto Gayaneh di Chačaturjan e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella celebre orchestrazione di Ravel, esempio emblematico di trascrizione come reinvenzione timbrica.
Mercoledì 29 luglio ci si sposta nella Sala dei Cavalieri (ore 20), per un progetto di musica e parole che è una riflessione sul teatro musicale settecentesco, intitolato Piccinni e Gluck, una corona per due su testi e drammaturgia del giornalista Valerio Cappelli, interpretato dall’attore Sergio Rubini, dal soprano Francesca Pia Vitale e con Luca Gorla al pianoforte. Un progetto dedicato alla storica contesa che contrappose a Parigi il compositore barese (la cui Cecchina era opera molto più rappresentata dei capolavori mozartiani) e quello tedesco, considerato il più grande operista del tempo. Una produzione in collaborazione con il Teatro Petruzzelli di Bari e Angelo Tumminelli (Prima International Company).
Uno dei momenti più attesi del Festival è venerdì 31 luglio (ore 20) con il ritorno a Ravello, in esclusiva italiana, di Kent Nagano con Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il progetto di esecuzione del Ring su strumenti e prassi dell’epoca wagneriana. Nel 2023 il Belvedere aveva accolto l’esecuzione dell’Oro del Reno, adesso si ascolteranno – sempre in forma di concerto – il prologo e il primo atto della Götterdämmerung di Richard Wagner: un appuntamento di risonanza internazionale, che debutterà in Germania tra qualche settimana, basato su una approfondita ricerca musicologica che punta alla ricostruzione del suono originale e anche sull’esatta dizione del libretto.
Il mese di agosto si apre con una serie di appuntamenti sempre sul Belvedere dedicati al jazz e alle musiche di oggi con Andrea Motis Trio (giovedì 6 agosto, ore 21.30); Rita Marcotulli Ensemble (venerdì 7 agosto, ore 21.30) impegnato in un concerto dal titolo Under 29 but me; quindi Rick Margitza, Jeff Ballard, Dario Deidda, Roberto Tarenzi, Domenico Sanna, Carlo Fimiani in Omaggio a Miles (sabato 8 agosto, ore 21.30).
Attesissimo l’11 agosto (ore 5.15) il tradizionale Concerto all’alba, momento identitario del Festival, in cui la musica accompagna il sorgere del giorno. L’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta quest’anno da Alessandro Palumbo, eseguirà le Carmen Suites n. 1 e n. 2 di Georges Bizet, la Sinfonia n. 8 op. 88 di Antonín Dvořák e Les préludes S97 di Franz Liszt. Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi del Festival, soprattutto dai turisti e che quest’anno si concluderà con una prima colazione nei giardini della Villa. La Fondazione ha quindi deciso di dar vita a una nuova forma di collaborazione con le strutture alberghiere di Ravello per attivare una speciale prelazione per alcuni pacchetti per assistere al Festival e in particolare al Concerto all’alba.
Il Festival torna quindi sul Belvedere a fine agosto, con una sequenza di grandi orchestre internazionali direttori e solisti fra i più noti di oggi. L’orario di inizio dei concerti, per offrire al pubblico lo spettacolo naturale del tramonto, è anticipato alle ore 19.30.
Si comincia mercoledì 26 agosto con la Filarmonica “George Enescu” diretta da Robert Treviño impegnata nella Rapsodia romena n. 1 op. 11 di Enescu appunto e la Sinfonia n. 2 op. 27 di Sergej Rachmaninov.
Giovedì 27 agosto, nello spazio suggestivo e raccolto della Sala dei Cavalieri, il celebre pianista francese, molto apprezzato per le esecuzioni di compositori della tradizione musicale del suo Paese, Jean-Efflam Bavouzet proporrà l’Integrale della musica per pianoforte solo di Maurice Ravel in due parti, alle ore 18 e alle ore 21.
Programmi “tedeschi” e certamente interconnessi sabato 29 agosto con il Preludio da Parsifal di Wagner e la Sinfonia n. 4 “Romantica” di Anton Bruckner per la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Philippe Jordan e poi domenica 30 agosto con The Constellation Choir and Orchestra diretti da John Eliot Gardiner che propongono Das Schicklslied (“Canto del destino”) op. 54 di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 2 op. 52 “Lobgesang” di Felix Mendelssohn-Bartholdy.
Finale d’eccezione sabato 5 settembre (Belvedere, ore 19.30) in esclusiva italiana arriverà a Ravello la Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle per un programma interamente dedicato a Schumann con Isabelle Faust impegnata nel Concerto per violino e poi la Sinfonia n. 2 op. 61.

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