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PORTO E MALAFFARE, CHIUSE LE INDAGINI PER 87 INDAGATI Cronaca 

PORTO E MALAFFARE, CHIUSE LE INDAGINI PER 87 INDAGATI

Indagini chiuse a tempo di record per l’inchiesta sul malaffare nel porto di Salerno. Sono 87 i nomi iscritti sul registro degli indagati dal pubblico ministero Elena Guarino nell’inchiesta denominata “Tortuga” dello scorso 6 maggio. Il tribunale del Riesame, presidente Gaetano Sgroia, aveva giorni fa respinto i ricorsi degli indagati (doganieri, fitosanitari e spedizionieri) colpiti da misura cautelare. Alcuni dei 87 indagati-.di Salerno, Cilento, Agro nocerino e zona vesuviana, in particolare quelli agli arresti domiciliari, avevano avuto la revoca della misura restrittiva direttamente dal giudice per le indagini preliminari Maria Zambrano, subito dopo l’interrogatorio di garanzia. Tra questi figurano, tra gli altri, il funzionario doganale Claudio La Torre, di Salerno, e Claudio Bottiglieri (difeso dagli avvocati Luigi Gargiulo e Pietro Lamberti). Gli altri indagati rimessi in libertà sono Antonio Sguazzo e Orazio Crescenzo, entrambi residenti a Salerno, e Pasquale Angrisani, di Bracigliano. Il gip del Tribunale di Salerno aveva accordato le scarcerazioni perché incensurati e non ha ravvisato la possibilità di reiterazione del reato. L’inchiesta “Tortuga” parte da un’attività investigativa dei finanzieri sul passaggio dal porto di un carico di sigarette. Dall’operazione contro il contrabbando si è arrivati alla scoperte delle cattive pratiche usate da dipendenti doganali, spedizionieri e fitosanitari, abituati – a quanto pare – a mettere spesso le mani nei colli che aprivano per le ispezioni. L’inchiesta ha consentito il sequestro di oltre 60 tonnellate di rifiuti, speciali e non, nonché di oltre 1.000 pannelli fotovoltaici e di circa 100 accumulatori di energia elettrica di provenienza furtiva e destinati al continente africano. Nell’indagine, denominata “Tortuga”, risultano coinvolti il direttore ad interim dell’ufficio delle Dogane di Salerno, il vicedirettore ma anche di due avvocati del foro di Salerno e di un dipendente del Ministero della Giustizia. A questi ultimi tre viene contestato un illecito accesso ai sistemi informatici e la divulgazione di dati riservati legati al procedimento penale per acquisire informazioni non autorizzate nell’interesse dei funzionari doganali che temevano di essere coinvolti nelle indagini in corso. Una misura interdittiva è stata notificata anche a un militare della Guardia di Finanza che, in concorso con un funzionario doganale, avrebbe attestato fittiziamente il rientro di merci temporaneamente esportare, in realtà mai transitate nel porto di Salerno. L’indagine, denominata “Tortuga”, è partita ad aprile 2018 in seguito a una segnalazione dell’Olaf, l’ufficio europeo antifrode, relativa a un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè, in transito per il porto di Salerno e apparentemente destinato in Marocco. Ora tutti hanno venti giorni di tempo per rendere dichiarazioni spontanee al pm prima che lo stesso magistrato inquirente chieda per tutti il rinvio a giudizio.

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