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Pnrr, Conte (LeU): rivedere modello governance Politica 

Pnrr, Conte (LeU): rivedere modello governance

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è una occasione imperdibile per costruire  l’Italia di domani ma ha bisogno di un modello di governance efficace per gli investimenti al Sud. Immaginare di affidare una parte significativa di questi, pari a circa 90 miliardi, agli enti territoriali rappresenta un rischio elevato per il Mezzogiorno, la parte del Paese che ha più bisogno di infrastrutture e servizi ma che è la meno attrezzata sul piano amministrativo per affrontare la sfida che abbiamo davanti”.

Lo dichiara Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali, intervenuto a Montecitorio nella discussione generale sul Pnrr.

“Il governo, come ha fatto rilevare lo stesso Draghi nella sua replica alla Camera, appare consapevole di questo limite vista la previsione di task force di supporto, ma anche queste sembrano insufficienti per affrontare gli impegni di progettazione, attuazione e controllo poste dal Piano. Occorre un modello di gestione differente, che si declini a più livelli con soggetti tecnicamente qualificati e ordinati secondo una linea verticale, rispetto ai quali gli enti territoriali devono svolgere una funzione di indirizzo e di controllo che sia complementare, non autonoma o esclusiva. Tutti gli interventi delle sei missioni hanno interesse strategico nazionale, anche quando hanno ricadute territoriali. Immaginare una fase attuativa differenziata, regione per regione, significa un’applicazione del Piano che finirà per replicare le disuguaglianze che esso vuole colmare. È incomprensibile, del resto, che il governo, dopo il successo con il modello del ponte Morandi, da una parte affidi a 29 commissari 57 opere pubbliche bloccate per 83 miliardi, e poi allo stesso tempo affidi 90 miliardi alle Regioni per il Pnrr, che va completato entro cinque anni. L’impegno per il Sud nel Piano è da apprezzare, le parole di Draghi sono state importanti, ma la pandemia ha messo in evidenza i limiti del regionalismo all’italiana. Al momento dei decreti sul modello di governance, il governo faccia una riflessione attenta, con un modello di governance organico e uniforme per tutto il Paese, che contribuisca ad avviare una riforma degli enti locali, per chiudere la fase del regionalismo rivendicativo e aprire quella del regionalismo di funzione”.

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