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Pagani. “La città è in emergenza, occorre una presa di coscienza”, lettera aperta di Calce e Sessa Provincia Provincia e Regione 

Pagani. “La città è in emergenza, occorre una presa di coscienza”, lettera aperta di Calce e Sessa

Città nel degrado e in piena emergenza, occorre una presa di coscienza, questo è quanto scrivono in una lettera il Consigliere Vincenzo Calce e Anna Rosa Sessa. Una lettera aperta al sindaco e la sua Giunta, presidente del consiglio e consiglieri di maggioranza.  “Pagani vive un momento di gravissima emergenza. Il degrado è sotto gli occhi di tutti ed ha ridotto la nostra città a fanalino di coda della Provincia di Salerno. – si legge nella lettera –  La raccolta dei rifiuti funziona a singhiozzo, il diserbo viene effettuato a rilento, le aiuole mai potate, le piazze- compresa la Villa Comunale- sono sporche ed abbandonate. Siamo diventati il “monnezzaio” del territorio.
A ciò si aggiunge una confusione in termini di viabilità che di Pagani una città “senza regole”: auto in divieto di sosta in ogni angolo, infrazioni continue al codice della strada in spregio ad ogni regola, piazze principali invase da auto e moto, pedoni che non hanno possibilità di camminare. In più nessun settore strategico per la crescita del territorio è realmente attivo e funzionante: nessuna
politica seria di sviluppo commerciale ed industriale, poche azioni incisive per le politiche sociali, lavori pubblici a rilento, un Puc annunciato, forse fermo e mai condiviso, una macchina amministrativa lenta (nonostante gli sforzi dei tanti dipendenti comunali), le strutture pubbliche (vedi auditorium e cinema ridotti al lumicino) . Una città completamente ferma a causa di mancanza di azioni incisive, di scelte concrete ed anche impopolari per lo sviluppo del territorio, di piccoli passi quotidiani per cui non ci sarebbe bisogno di
chissà quali fondi economici ma basterebbero “spirito di iniziativa”,”idee”, “voglia di fare”,”impegno”, “entusiasmo”.
Da cittadini di Pagani, prima ancora che da consiglieri comunali di minoranza, non possiamo rimanere in silenzio, non possiamo restare “zitti” dinanzi allo scempio ma abbiamo il dovere di “denunciare”,”segnalare”, di “proporre”. E ci spiace che le nostre proposte, le nostre critiche vengano inascoltate o, addirittura, boicottate e strumentalizzate. Perché, a differenza di qualcuno, non abbiamo mai pensato di dividere la città tra “guelfi’ e “ghibellini”. Abbiamo lavorato e lavoriamo per fare la nostra parte, per dare il nostro contributo fattivo, rispettando il ruolo affidatogli dai cittadini. Il nostro appello va a tutti, ai rappresentanti istituzionali cosi come alle forze politiche, affinchè, ognuno per la sua parte, ognuno per le proprie competenze, si adoperi, giorno per giorno, per risollevare le sorti del Paese. C’è bisogno di uno slancio, oltre l’impegno. Ridiamo a Pagani dignità, decoro ma, soprattutto, speranza. Il futuro di questo territorio passa attraverso l’impegno di tutti”.

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