Ospedale di Sapri, salvataggio punto nascita: “Le Istituzioni si assumano le responsabiltà”
A seguito dell’incontro svoltosi il 14 ottobre a Napoli, presso l’aula Nassirya del Consiglio Regionale della Campania, il Comitato di Lotta per l’Ospedale di Sapri ha inteso tracciare una linea chiara e non più procrastinabile per la tutela del presidio sanitario dell’area. All’appuntamento, che ha visto la partecipazione dei sindaci del Distretto Sanitario 71, dei consiglieri regionali di maggioranza e dei rappresentanti delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, il Presidente del Comitato, Luciano De Geronimo, ha formalmente consegnato un documento di proposta e di indirizzo politico-istituzionale rivolto a tutti i soggetti coinvolti. Contestualmente, per dare ulteriore forza e incisività all’azione intrapresa, è stata avanzata formale richiesta per un incontro urgente con il Presidente Roberto Fico, al fine di discutere nel dettaglio il merito delle istanze presentate e sollecitare il successivo avvio dell’iter per l’ottenimento della deroga.
L’iniziativa nasce dalla necessità di contrastare con fermezza la paventata chiusura del Punto Nascita dell’Ospedale “Immacolata”, una prospettiva che appare in palese e insanabile contrasto con il quadro normativo vigente e con le tutele costituzionali del diritto alla salute. Il documento presentato analizza dettagliatamente il contesto giuridico, ricordando innanzitutto che il formale completamento del percorso di risanamento finanziario e la conseguente uscita della Regione Campania dal Piano di Rientro hanno ripristinato la piena e ordinaria potestà programmatoria della Giunta Regionale.
Tale superamento elimina i vincoli automatici di spesa, restituendo alla politica la facoltà e il dovere di finanziare e difendere i servizi di prossimità nelle aree geograficamente più fragili.
A rafforzare questa posizione interviene la Legge Regionale n. 11 del 22 luglio 2025, che ha formalmente riconosciuto Sapri e il suo territorio come zona disagiata sotto il profilo della fruizione dei servizi sanitari. Questa norma sancisce l’obbligo di applicare modelli organizzativi di massima tutela e in deroga alle regole ordinarie per i presidi di emergenza e per i reparti materno-infantili ricadenti nel bacino distrettuale. Risulta pertanto contraddittorio che la stessa amministrazione regionale non attivi le garanzie che ha approvato per via legislativa.
Dal punto di vista della disciplina nazionale sugli standard ospedalieri, previsti dal D.M. 70/2015 e dagli accordi in sede di Conferenza Stato-Regioni, il parametro dei 500 parti all’anno non è mai stato concepito come un automatismo burocratico insuperabile. L’ordinamento prevede espressamente lo strumento della deroga motivata quando sussistono oggettivi ostacoli orografici, viabilità complessa e distanze eccessive dai presidi di secondo livello.
Nel Distretto Sanitario 71, le criticità della rete stradale e i tempi di percorrenza verso gli ospedali centrali superano ampiamente le soglie di sicurezza per le emergenze ostetriche e neonatali, rendendo la permanenza del Punto Nascita un requisito indispensabile per l’incolumità della popolazione.
Alla luce di questo quadro, la proposta avanzata dal Comitato di Lotta richiede al Comitato dei Sindaci del Distretto 71 l’adozione immediata di una delibera d’indirizzo articolata su tre interventi prioritari.
In primo luogo, si chiede di sollecitare la Giunta Regionale affinché adegui gli atti di programmazione sanitaria alla Legge Regionale 11/2025, assegnando in modo stabile al presidio di Sapri le risorse umane, finanziarie e tecnologiche necessarie al funzionamento dell’Unità Operativa di Pediatria e Ginecologia.
In secondo luogo, si richiede la richiesta formale di sospensione e revoca in autotutela di ogni provvedimento, nota o disposizione mirata alla disattivazione del servizio. Infine, si richiama la necessità che la Presidenza della Regione Campania attivi ad horas la procedura d’urgenza presso il Comitato Percorso Nascita Nazionale e la Conferenza Stato-Regioni per il formale riconoscimento della deroga ministeriale.
La strada indicata dal Comitato stabilisce precise responsabilità per le istituzioni regionali e locali, chiamate ora ad attuare senza indugio gli strumenti normativi già disponibili per garantire la continuità operativa del Punto Nascita e difendere i presidi essenziali del territorio.





