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Omicidio Diabolik, i tifosi della Roma non espongono striscioni Calcio Italia e Mondo Nazionale Sport 

Omicidio Diabolik, i tifosi della Roma non espongono striscioni

Un colpo secco alla tempia sinistra mentre era seduto su una panchina del Parco degli Acquedotti (un’area verde in zona Roma Sud-est). Così è stato ucciso Fabrizio Piscitelli, per tutti “Diabolik“, leader degli Irriducibili, gruppo ultras della tifoseria della Lazio, dall’inizio degli Anni Duemila. L’aggressore lo ha sorpreso da dietro, gli ha puntato la pistola calibro 7,65 e premuto il grilletto. Probabile che abbia utilizzato un dispositivo silenziatore dal momento che nessuno dei tanti presenti ha sentito lo sparo. Una persona però si è accorta del corpo inerme accasciato per terra e ha chiamato immediatamente la Polizia, che una volta sopraggiunta ha delimitato la zona, coperto il cadavere con un telo e ha atteso l’arrivo della Scientifica per tutti i rilievi del caso.  L’omicidio è avvenuto in pieno giorno, intorno alle 18.50, a due passi da via Lemonia. Secondo le prime indiscrezioni trapelate, Diabolik era in quel posto per incontrare qualcuno in un auto e ci sono pochi dubbi sul fatto che chi abbia sparato – probabilmente vestito da runner – sia un “professionista”: la dinamica è stata studiata nel dettaglio e probabilmente è stata frutto di un precedente pedinamento, portato a termine senza dare nell’occhio nonostante la zona fosse molto affollata e piena di gente intenta a fare jogging. Da non escludere che l’agguato sia collegato a quello dello scorso 6 maggio, quando una bomba venne fatta esplodere davanti alla sede degli Irriducibili, in via Amulio 47. In quell’occasione lo stesso Diabolik aveva ricondotto il movente a fini politici: «È un atto vigliacco, fatto di notte. Sanno dove stiamo e dove abito. Se andiamo per logica, quanto accaduto si può ricondurre allo striscione su Mussolini esposto a Milano (il 25 aprile scorso, ndr) ma a quel punto, ripeto, non ci tiriamo indietro». Sull’accaduto sta indagando la DDA (direzione distrettuale antimafia) e la Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. Diabolik, 53 anni, lascia una moglie e due figlie. Sul luogo dell’omicidio sono arrivati uno dopo l’altro tanti altri tifosi della Lazio, così come suo fratello Andrea (seguito successivamente dalla sorella Angela), che è stato accompagnato dalle forze dell’ordine accanto al corpo. Contemporaneamente anche i sostenitori della Roma, durante l’amichevole contro l’Athletic Bilbao, non hanno esposto striscioni in segno di rispetto, mentre quelli del Verona (gemellati con i laziali) hanno mandato sui social network un messaggio di condoglianze. Mazzi di fiori sono stati lasciati davanti alla sede degli Irriducibili di via Amulio, in zona Tuscolana, a poca distanza da dove è stato ucciso stasera l’ex capo ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik. Qualcuno ha portato fiori anche nel parco degli Acquedotti dove l’uomo è morto. (fonte articolo e foto Corriere dello Sport)

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