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Omicidio a Mercato San Severino, dietro il delitto una partita di droga da 30mila euro Provincia e Regione 

Omicidio a Mercato San Severino, dietro il delitto una partita di droga da 30mila euro

Una partita di droga non pagata dal valore di trentamila euro dietro l’omicidio di Vincenzo Salvati : prima dell’esecuzione, Vincenzo Ansalone , ora in carcere per omicidio. A Corticelle nella zona delle palazzine popolari, Ansalone arrivava accompagnato da uno sconosciuto, con Salvati accompagnato da Aniello Califano e dal figlio, per chiudere la questione. In quegli attimi, come ricostruito anche con l’aiuto della testimonianza del figlio di Salvati, Ansalone estraeva una pistola a tamburo cromata, con un’altra pistola dietro la schiena «impugnandola a mò di minaccia e poi esplodendo 4 colpi in direzione delle gambe della vittima, Vincenzo Salvati, sparando verso Califano che subito si dava alla fuga in auto».

Dall’interrogatorio dell’omicida, la vicenda viene descritta come un chiarimento degenerato, nell’ultimo atto, con i due a minacciarlo, paventando di chiamare «gli amici di San Valentino », per poi mettergli le mani addosso spintonandolo. «A quel punto si rendevano conto che avevo la pistola, ero spaventato perché stavo perdendo l’equilibrio, ho estratto la mia pistola e ho sparato con l’intenzione di metterli paura, colpendoli alle gambe». L’indagato, dopo aver condotto gli inquirenti sul luogo dove aveva nascosto l’arma, facendola ritrovare, ha provato a spiegare di aver perso il controllo, per difendersi in qualche modo, parlando poi col figlio di Vincenzo Salvati, Francesco, col quale aveva discusso prima dell’appuntamento: «mi avevi detto che era tranquillo e invece vedi che è successo».

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