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Nocera Inferiore a lutto per la morte di Patrizio Apicella Provincia Provincia e Regione 

Nocera Inferiore a lutto per la morte di Patrizio Apicella

Nocera Inferiore è a lutto per la scomparsa di Patrizio Apicella. “Vogliamo ricordarti così, sorridente, spensierato e nel tuo campo, quello di Casolla, dove per anni hai insegnato ai bambini ciò che ti piaceva fare. Abbiamo perso un amico, un compagno, un allenatore, un segretario che ha dato tanto e non si è mai risparmiato”, scrivono gli amici della Procasolla. Sui social sono tanti i messaggi di cordoglio. “Quando penso a cosa debba essere una scuola calcio, quale sia il suo valore sociale, all’ importanza del messaggio di aggregazione di inclusione che deve dare, penso e faccio l’esempio della Casollese di mister Patrizio Apicella. Quanti ragazzini sono cresciuti sui due campetti, quanti di loro hai tenuto lontano da certe cattive compagnie, non ci sono parole-riporta telenuova- non ho parole,sei e sarai sempre un esempio da seguire”, ha scritto Anna Rita Citarella. Ciro Ferrentino scrive: “Condividere un pezzo di strada con te è stato un onore per noi. R. I. P. Amico mio. “Caro Patrizio come ben sai non sono bravo con le parole, ma voglio dedicarti alcune parole che mi vengono dal profondo del cuore. Per me sei stato veramente una persona speciale, gentile e sempre disponibile, ricordo ogni volta che venivo a giocare al campetto mi trattavi sempre bene, scherzavamo insieme e mi facevi giocare sempre di più. E come posso dimenticare i discorsi calcistici da balcone a balcone. Ricordo che ti prendevo sempre in giro sulla tua squadra preferita, la Samp. Come posso dimenticare gli allenamenti pomeridiani che facevi ai bambini della casollese, sempre con gentilezza, amore e soprattutto passione per quello che facevi, ricordo anche i tornei estivi della Casollese. Eri sempre presente e non importava se si vinceva o perdeva, l’importante era che i ragazzi si divertivano”, lo ricorda così Nando. Fiore Falciano sottolinea: “Un uomo buono e leale che aveva una passione per il calcio dei più piccoli e ne aveva fatto la sua ragione di vita, ne ha formato tanti, compreso mio figlio Orazio, gli insegnava come ci si comportava dentro e fuori dal campo, tantissimi ragazzini che ora sono diventati uomini hanno un bellissimo ricordo di te”, il ricordo sui social del 52enne.

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