Mazzette e appalti per l’alta Velocità Napoli/Bari: indagato manager salernitano
Un manager salernitano, originario di Eboli, è coinvolto nell’inchiesta della Procura di Napoli sulla gestione di alcuni appalti legati alla realizzazione della linea ferroviaria Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari. L’indagine ipotizza, a vario titolo, reati di corruzione, emissione di fatture false e caporalato.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il professionista avrebbe agevolato un’impresa fornitrice del Casertano, garantendo corsie preferenziali nei pagamenti per oltre 1,5 milioni di euro. In cambio, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe ricevuto presunte utilità e mazzette.
Il suo coinvolgimento si inserisce in un’inchiesta più ampia che ha portato all’esecuzione di 20 misure cautelari personali e interdittive, disposte dal gip di Napoli su richiesta della Procura, nell’ambito di un procedimento che coinvolge complessivamente 49 persone.
Gli accertamenti, condotti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, avrebbero ricostruito un sistema fatto, secondo l’accusa, di regali di lusso, vacanze e orologi collegato alla gestione degli appalti ferroviari.
Un ulteriore filone dell’indagine riguarda invece le condizioni di lavoro di alcuni lavoratori extracomunitari. In base alle contestazioni, sarebbero stati impiegati con turni arrivati in alcuni casi fino a 20 ore, con retribuzioni inferiori ai minimi previsti dai contratti e presunte violazioni delle norme sul riposo e sulla sicurezza.
Le responsabilità degli indagati dovranno naturalmente essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.





