Lavoro, pace, ambiente, welfare e Costituzione: insieme sulla Via Maestra. Apadula (Cgil): «La legge di Bilancio dia risposte concrete a questa provincia»
Lavoro, pace, ambiente, welfare e Costituzione. Sono le parole al centro della manifestazione nazionale “Insieme sulla Via Maestra”, in programma sabato 17 ottobre a Roma, alla quale parteciperà anche la CGIL Salerno. Sette i pullman in partenza dalla provincia salernitana per raggiungere la Capitale e prendere parte alla mobilitazione, promossa dalla CGIL insieme a oltre 100 associazioni e organizzazioni della società civile. Un appuntamento che, alla vigilia della legge di Bilancio, richiama l’attenzione sulle politiche economiche e sociali del Governo, chiedendo un cambiamento di rotta su salari, pensioni, precarietà, sanità pubblica, giustizia fiscale, politiche industriali, tutela dell’ambiente, pace e difesa della Costituzione.
Rivendicazioni nazionali che, nella provincia di Salerno, trovano riscontro in numeri e condizioni ben precise: oltre il 75% delle assunzioni programmate dalle imprese a tempo determinato, circa 100mila cittadini che, secondo una stima riferita al 2024, hanno rinunciato a visite ed esami sanitari, piccoli comuni che perdono abitanti e giovani che cercano altrove opportunità di lavoro.
«Nel 2025, secondo i dati della Camera di Commercio, il 75,9% delle assunzioni programmate dalle imprese salernitane prevedeva un contratto a tempo determinato. Significa che più di tre opportunità di lavoro su quattro avevano una scadenza. Dobbiamo chiederci che futuro stiamo offrendo ai nostri giovani. Come si può pensare di fittare o comprare una casa, mettere su famiglia o semplicemente vivere in maniera autonoma se non si sa se tra qualche mese si avrà ancora uno stipendio? Il problema non è soltanto creare occupazione, ma capire quale occupazione stiamo creando» -, dichiara Antonio Apadula, segretario generale della CGIL Salerno.
Il dato emerge dalle rilevazioni del Sistema Informativo Excelsior della Camera di Commercio di Salerno, che per il 2025 indicano 116.510 entrate programmate dalle imprese provinciali. Un mercato del lavoro che continua a esprimere domanda di personale, ma nel quale il ricorso ai contratti a termine assume un peso rilevante. A questo si aggiunge la diffusione del lavoro a tempo parziale, che nel 2024 interessava il 38,3% dei lavoratori dipendenti della provincia, secondo il Rendiconto sociale INPS.
«Queste sono le difficoltà che incontriamo ogni giorno nelle vertenze che seguiamo. Lavoratori che aspettano stipendi arretrati, persone che accettano condizioni pesanti perché hanno paura di perdere il posto, giovani che passano da un contratto all’altro senza riuscire a trovare stabilità. Il lavoro deve permettere di vivere, non soltanto di sopravvivere» – puntualizza il segretario generale.
Accanto alla precarietà occupazionale, un’altra emergenza riguarda la sanità pubblica. Secondo una stima provinciale riportata nel 2025 sulla base dei dati ISTAT, nel 2024 circa 100mila salernitani avrebbero rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici. Un fenomeno che riguarda l’intera Campania, dove, secondo le elaborazioni della Fondazione GIMBE sui dati ISTAT, le persone che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie sono passate da circa 330mila nel 2023 a oltre 481mila nel 2024.
«Centomila persone, nella nostra provincia, secondo queste stime, hanno rinunciato a una visita o a un esame. È un numero enorme. E dietro ci sono persone che aspettano mesi per una prestazione, pensionati che non possono permettersi di rivolgersi a uno studio privato, famiglie che devono scegliere quali spese affrontare prima. Pensiamo a chi vive nel Cilento, nel Vallo di Diano o nei comuni più interni, dove spesso alle liste d’attesa si aggiungono le difficoltà degli spostamenti. Non è accettabile che per curarsi contino il reddito o il luogo in cui si abita» -, sottolinea Apadula.
La questione sanitaria si intreccia con quella demografica. Lo spopolamento dei piccoli comuni, l’invecchiamento della popolazione e la progressiva riduzione dei servizi contribuiscono a rendere più difficile la permanenza nei territori, soprattutto per le nuove generazioni. «Numerosi paesi dell’entroterra stanno perdendo abitanti, scuole rischiano di chiudere, ragazzi partono per studiare e poi non tornano perché qui non trovano un lavoro adeguato. Se un territorio perde i giovani, perde anche la possibilità di costruire il proprio futuro. Servono investimenti, infrastrutture, servizi e lavoro stabile. Altrimenti continueremo a vedere intere comunità svuotarsi, mentre chi resta deve fare i conti con difficoltà sempre maggiori».
È in questo contesto che la CGIL guarda alla prossima legge di Bilancio. Il sindacato chiede misure per il recupero del potere d’acquisto di salari e pensioni, la restituzione del drenaggio fiscale, maggiori risorse per sanità, istruzione e welfare, una politica industriale capace di sostenere l’occupazione e interventi per ridurre le disuguaglianze territoriali. «La legge di Bilancio deve dare risposte anche a questa provincia. Le priorità sono molto chiare: stipendi e pensioni dignitosi, sanità pubblica, occupazione stabile e possibilità per i giovani di restare nei territori in cui sono cresciuti. Non chiediamo interventi straordinari per Salerno, chiediamo che le scelte del Governo tengano conto di ciò che accade realmente nel Paese, a partire dalle province del Mezzogiorno».
La manifestazione del 17 ottobre sarà anche un’occasione per ribadire la centralità della Costituzione, del diritto al lavoro, alla salute e all’istruzione, della sicurezza nei luoghi di lavoro, della tutela dell’ambiente e della partecipazione democratica. Diritti che, per la CGIL, devono essere garantiti concretamente e in maniera uguale su tutto il territorio nazionale.
«La Costituzione riconosce il diritto al lavoro, alla salute e a una vita dignitosa. Noi chiediamo che le risposte a quei diritti siano nella prossima legge di Bilancio», conclude Apadula.
Il corteo nazionale partirà sabato 17 ottobre alle ore 13.30 da piazza della Repubblica, a Roma, per raggiungere piazza del Popolo.





