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Lavoratrice si rifiuta di pulire i corridoi e viene licenziata: il giudice la reintegra e condanna una Rsa di Cava de’ Tirreni Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Lavoratrice si rifiuta di pulire i corridoi e viene licenziata: il giudice la reintegra e condanna una Rsa di Cava de’ Tirreni



 I giudici del lavoro del Tribunale di Nocera Inferiore hanno dato ragione a una lavoratrice della residenza sanitaria assistita “Villa delle Rose” di Cava de’ Tirreni, annullando il licenziamento e le sanzioni disciplinari che le erano stati inflitti dall’azienda. La sentenza ha fatto chiarezza su un punto fondamentale: pulire le scale, i corridoi e gli spazi comuni della struttura non rientra tra i compiti degli operatori socio-sanitari, il cui lavoro deve restare dedicato esclusivamente all’assistenza e alla cura diretta del paziente.

La decisione del Tribunale nocerino ha confermato che il rifiuto della dipendente di svolgere mansioni di pulizia generale era del tutto legittimo, giudicando sproporzionato il successivo licenziamento e condannando la società a pagarle un risarcimento pari a 13 mensilità, oltre al rimborso delle spese legali.

Un risultato decisivo ottenuto grazie alla stretta collaborazione tra la sigla sindacale e lo studio legale Labonia (con gli avvocati Simone Labonia e Gianluca Caccavale), che ha curato la difesa della lavoratrice e continua ad affiancare la categoria nella tutela dei propri diritti.

La vittoria in aula arriva però mentre esplode un’altra emergenza nella stessa struttura: la direzione ha annunciato la sospensione delle paghe per tutti i dipendenti, scaricando sul personale i ritardi nei rimborsi della sanità pubblica. Per fermare questo blocco, il sindacato – sempre con il supporto dello studio legale Labonia – ha fatto scattare un esposto urgente e una formale diffida indirizzata all’azienda, al Prefetto di Salerno, alle autorità sanitarie e all’Ispettorato del Lavoro.

Sulla vicenda interviene Gerardo Rosanova, segretario generale della Flaica Cub Salerno: «La sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore, che ha azzerato il licenziamento e le sanzioni contro la nostra lavoratrice, dimostra che imporre agli operatori di fare i tuttofare è un abuso. Il lavoro coordinato con lo studio legale Labonia ha smontato le pretese aziendali: la cura delle persone richiede dignità e rispetto dei ruoli, gli assistenti non devono pulire i corridoi. Ora però l’azienda compie un altro passo falso e pretende che il personale lavorando gratis per coprire le sue difficoltà economiche. I problemi della società non possono ricadere sulle famiglie dei lavoratori, che hanno garantito un servizio impeccabile. Con la diffida inviata a tutte le autorità abbiamo fissato un ultimatum: se entro cinque giorni gli stipendi non verranno versati, avvieremo subito le pratiche legali con i nostri avvocati, chiederemo il blocco dei conti e faremo partire lo sciopero».

Con l’esposto inviato alla Prefettura di Salerno e agli organi di controllo, il sindacato richiede un incontro urgente d’emergenza, sollecitando le autorità sanitarie a valutare il pagamento diretto delle retribuzioni ai lavoratori per evitare l’interruzione dell’assistenza agli ospiti della struttura.

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