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Istigazione all’anoressia: vuoto legislativo da colmare L'Avvocato risponde 

Istigazione all’anoressia: vuoto legislativo da colmare

Una volta a settimana ci soffermiamo al commento di una sentenza di particolare interesse pubblico: oggi, invece, commentiamo, purtroppo, la mancanza di sentenze in riferimento ad un problema di cui stanno parlando le cronache, per quanto è accaduto, o accade, nel settore della ginnastica ritmica o dello sport in generale: ovvero una cattiva conduzione del ruolo dell’allenatore che, pur di far ottenere risultati sempre più competitivi ai propri atleti, non si ferma di fronte a nulla, neppure all’ ipotesi che, i suoi sistemi di allenamento, possano creare grossi problemi fisici o psichici, soprattutto quando la fascia d’età è quella dello sviluppo, con particolare fragilità esistenziale. È pur vero che non è configurato, dal nostro ordinamento, un vero e proprio reato di istigazione all’anoressia, ma la condotta di chi attua questa orribile pratica, può configurare altre fattispecie di reati.

Cos’è l’anoressia lo sappiamo bene, perché è una malattia, soprattutto giovanile, che sta diventando di grosso impatto sociale. Inizia solitamente con manifestazioni di debolezza psicologica e si configura, in seguito, con il rifiuto del cibo e della propria immagine fisica. Purtroppo, nel nostro paese, dobbiamo sempre arrivare allo scandalo, per prendere in considerazione un problema che è sotto gli occhi di tutti, e tutti i giorni.

Però se è vero, come abbiamo detto, che non esiste un vero e proprio reato di istigazione all’anoressia, è pur vero che tale comportamento può innescare un’altra serie di reati riconosciuti e puniti, come l’istigazione al suicidio o l’apporto di lesioni psichiche e fisiche. Ci sono state, nel corso degli anni passati, varie proposte di legge per far sì che, il reato di istigazione all’anoressia, avesse una autonoma configurazione, con pene fino a un anno di reclusione per chi lo attuava. Tutte queste proposte, però, sono finite nel nulla.

Abbiamo l’obbligo, comunque, di far notare che, non soltanto nel mondo dello sport esiste questo sbagliato atteggiamento, ma che anche i modelli proposti dai media e dalla nostra società dei consumi, inducono sempre più giovani a considerare che, la bellezza, si nasconda solo dietro le forme di un corpo magro e diafano. Ci aspettiamo che, sull’onda di una presa di coscienza dell’opinione pubblica, anche il Legislatore prenda i doverosi provvedimenti per porre un freno a questo disagio.

Per maggiori informazioni è possibile richiedere la consulenza specialistica dei legali dello Studio Legale Labonia.

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