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“Io vedo il mare”: un libro riapre il ‘giallo’ di Simon Gautier, l’escursionista francese morto nel Cilento vicino a spiagge affollate Attualità Provincia Provincia e Regione 

“Io vedo il mare”: un libro riapre il ‘giallo’ di Simon Gautier, l’escursionista francese morto nel Cilento vicino a spiagge affollate

Un libro inchiesta del giornalista Luca Maurelli indaga sulla morte del giovane escursionista francese che si perse su un sentiero il 9 agosto del 2019 e fu ritrovato morto nove giorni dopo a San Giovanni a Piro, nel golfo di Policastro, e formula nuove ipotesi sulla dinamica dell’incidente tra documenti inediti, testimonianze e ricostruzioni dettagliate. Il volume pone anche interrogativi sulla sicurezza della sentieristica nel Cilento dopo la morte della piccola Margarita Rogova avvenuta qualche giorno fa a Palinuro e del giovane Carlo Velardi caduto per la rottura di una staccionata di un sentiero di Punta Licosa, a Castellabate, nel 2011.
“Io vedo il mare. La vera storia di Simon Gautier che si smarrì con Dostoevskij su un sentiero del Cilento”

Il 18 agosto del 2019 in un anfratto del pianoro di Ciolandrea, a San Giovanni a Piro, paesino di montagna affacciato sul golfo campano di Policastro, nel Cilento, venne ritrovato il cadavere di Simon Gautier, 28 anni, francese, laureato alla Sorbona di Parigi, di stanza a Roma dove studiava per il dottorato in Storia dell’arte. Erano trascorsi 9 giorni dalla sua scomparsa: la sera dell’8 agosto il ragazzo era arrivato a Policastro e il giorno successivo, il 9 agosto, dopo aver dormito in spiaggia, il ragazzo si era avventurato per un’escursione a piedi lungo i crinali della meravigliosa costa della Masseta, in Campania, per poi smarrire la strada consigliata dalle mappe ufficiali e cadere da un dirupo roccioso. Il suo corpo venne individuato dopo giorni di generose e affannose ricerche a poche decine di metri da quel mare cristallino che in una disperata telefonata, subito dopo la caduta da un costone roccioso, aveva dichiarato di vedere al centralino dei carabinieri del 118: “Io vedo il mare”, aveva detto il ragazzo dal cellulare. Il mare, unico indizio, non sufficiente a farlo ritrovare in una zona impervia ma a poche decine di metri da barconi e yacht che ogni giorno scaricano turisti in arrivo da tutta Europa in uno dei tratti di costa più belli di tutto il sud Italia.
Simon Gautier poteva essere salvato? Furono commessi degli errori da chi doveva trovarlo? I mezzi in campo erano sufficienti? Perché i giornali francesi espressero critiche feroci sulle ricerche e sui tempi di recupero? Cosa si sta facendo affinché quella tragedia non si ripeta ancora oggi? Perché quel ragazzo francese era lì quel giorno? E perché prese proprio quel sentiero pericoloso?
A questi interrogativi prova a rispondere Luca Maurelli, giornalista e autore di libri d’inchiesta, nel volume “Io vedo il mare. La vera storia di Simon Gautier che si smarrì con Dostoevskij su un sentiero del Cilento” (Guida Editori, pp.157. E.15), da venerdì 18 giugno 2021 in libreria. Prefazione di Giuliano Ferrara, conclusioni di Massimiliano Gallo. Il libro sarà presentato venerdì 2 luglio alle ore 15 alla Fiera del Libro “NapoliCittàLibro” di Palazzo Reale.

I dubbi della Francia, la generosità del popolo cilentano in nove giorni di speranza e di dolore
“Simon si è smarrito ed è caduto per sua negligenza”. “No, si è perso nella nazione sbagliata”. L’opinione pubblica, i social, i media, in quei giorni di ricerche e polemiche si divisero, dalla Francia fioccarono accuse, la gente del posto si mobilitò per Simon e l’Italia intera restò col fiato sospeso in attesa del ritrovamento di quello studente della Sorbona che a Roma stava completando la tesi del suo dottorato in Storia dell’Arte.
Cosa accadde davvero in quei giorni di caos e mobilitazione? Il libro di Luca Maurelli ricostruisce quei giorni e racconta la straordinaria mobilitazione della comunità cilentana: volontari, pastori, turisti, pescatori, donne, bambini e amministratori locali impegnati in prima persona nelle ricerche. Un afflato che resta scolpito nella mente della mamma di Simon, che a quelle persone manifesterà la propria riconoscenza pubblicamente, sul luogo dove ora una croce che guarda il mare ricorda suo figlio, ricevendone la cittadinanza onoraria di San Giovanni a Piro.

I dubbi sui tempi della morte i presunti errori del ragazzo, la verità di chi lo vide per l’ultima volta

Il libro pesca tra le pieghe dell’inchiesta, condotta dalla Procura di Vallo della Lucania, dettagli e aspetti inediti su cui cercare di ricostruire la storia, che dal punto di vista giudiziario si è conclusa con l’archiviazione, su richiesta del Pm, sancendo di fatto l’assoluta irresponsabilità penale di chi aveva partecipato al coordinamento e alla gestione dei soccorsi. Ma i nodi su cui l’autore riflette sono tanti, a partire dalla dotazione tecnologica a disposizione dei soccorritori, dalla capacità di gestire emergenze specifiche su escursionismo e trekking da parte del 118 e del 112, sull’utilizzo degli elicotteri per compiti specifici di ricerca immediata, sui tempi effettivi della morte di Simon, secondo i legali dello studente molto diversi da quelli indicati agli atti dai periti della procura. Il libro indaga anche sulle reali intenzioni di Simon e sui fattori che ne condizionarono i suoi presunti “errori”, nonché sulle testimonianze di chi lo incrociò poco prima della tragedia e ne raccolse sguardi ed emozioni.

I tragici precedenti con due giovanissime vittime

Nel 2011 Carlo Fulvio Velardi, 15enne napoletano, aveva perso la vita a Punta Licosa, oasi naturalistica di Castellabate, precipitando sugli scogli a causa del cedimento di una staccionata in legno. Il 22 maggio scorso, un’analoga vicenda aveva visto per protagonista una bambina tedesca, Margarita, caduta da un dirupo su un sentiero cilentano, a Palinuro, a venti chilometri dal luogo in cui aveva trovato la morte Simon Gautier.

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