Incendio a Sarno, brucia ancora l’ex cava
La terra brucia ancora e il fumo, denso e acre, torna a graffiare il cielo sopra Sarno. Non si tratta di una novità, ma dell’ennesimo capitolo di una cronaca che somiglia sempre più a un bollettino di guerra ambientale nella Valle del Sarno.
Ieri mattina, intorno alle ore 9:00, le guardie agroforestali del distaccamento locale hanno intercettato una nuova colonna di fumo nero sollevarsi dall’ex cava di vallone Monaco, situata nella frazione di Foce di Sarno. Non si è trattato di un nuovo rogo, bensì della letale riattivazione delle braci rimaste sotto la cenere del devastante incendio dello scorso 5 luglio.
Quattro focolai, ravvivati dalle alte temperature e dal vento, hanno richiesto oltre due ore di delicato intervento da parte dei vigili del fuoco, supportati da un’autobotte. Sul posto sono intervenuti tempestivamente anche i carabinieri forestali e la polizia locale. Lo scrive la Città Nel frattempo, le procure della Repubblica di Nocera Inferiore e Torre Annunziata stanno lavorando in stretta sinergia per incrociare i dati. Il forte sospetto degli inquirenti è che dietro la scia di roghi degli ultimi 30 giorni – inclusi i due incendi dolosi ad aziende di Striano e quello alla Terplast di Sarno – ci sia un’unica regia criminale. Questa escalation ha spinto le forze dell’ordine a intensificare i pattugliamenti preventivi nelle aree più isolate e vulnerabili della periferia sarnese.





