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Il 25 febbraio 1863 si inaugura la tratta ferroviaria da Roma a Napoli Attualità 

Il 25 febbraio 1863 si inaugura la tratta ferroviaria da Roma a Napoli

Accadde oggi: il 25 febbraio 1863 fu inaugurata la stazione sabauda di S. Giovanni Incarico – Isoletta. Il collegamento ferroviario tra Roma e Napoli divenne dunque una realtà e fu aperto al pubblico. Il primo treno proveniente da Roma, partito alle ore 6.00, raggiunse Ceprano alle 12.10, poi dopo il controllo dei passaporti e doganale, che assorbì molto tempo e dopo il cambio dei vagoni, si proseguì da Isoletta per Napoli, che fu raggiunta alle ore 19.50, con un ritardo di un’ora e ventisei minuti sull’orario previsto. Dopo la riunificazione del binario, circa dal 1864, il tempo di percorso dell’intera tratta scese a sole otto ore: un progresso enorme rispetto alle trentasei ore che richiedeva fino a pochi anni prima il medesimo viaggio con la diligenza di linea. Ed infatti le diligenze presto iniziarono a scomparire.

L’11 maggio 1863 Pio IX, approfittando della strada ferrata già in esercizio fino a Ceprano, alle cinque del pomeriggio salì a bordo delle tre vetture ferroviarie – la Balconata; la Sala del Trono e la Cappella – che aveva ricevuto in omaggio dalle società che gestivano le ferrovie pontificie ed intraprese una visita pastorale in Ciociaria, giungendo a Velletri dove pernottò per due notti. Il 13 maggio riprese il treno, si soffermò alla stazione di Valmontone che era stata appositamente decorata in suo onore ed infine, verso mezzogiorno, giunse alla stazione di Frosinone dove trovò ad aspettarlo il vescovo di Veroli ed altri importanti prelati, oltre ad un picchetto di truppe francesi schierate in bell’ordine per fare da scorta alla carrozza con la quale il pontefice raggiunse poi il centro della città. Fu a Frosinone il 13 e 14 maggio, a Veroli e all’Abbazia di Casamari il 15, ad Alatri il 16 e sempre in carrozza arrivò il 18 a Ceprano, che trovò riccamente addobbata con decorazioni artistiche, arazzi e fiori e che visitò tra l’acclamazione degli abitanti ai quali, come aveva già fatto nelle altre città, impartì infine la sua benedizione.

Il papa sul finire del giorno tornò in carrozza a Frosinone, dove pernottò fino al 20 quando riprese il suo viaggio dirigendosi verso Ferentino ed Anagni, per risalire infine, il 20 maggio, sul suo treno alla stazione di Segni diretto a Roma.

Il re d’Italia Vittorio Emanuele II utilizzò invece l’intera tratta ferroviaria da Napoli a Roma il 2 luglio 1871, niente meno che per il suo viaggio di insediamento ufficiale nella Capitale. Ed in quell’occasione si fermò brevemente anche alla stazione di Ceprano, salutato dalle autorità locali.

Per accorciare i tempi di viaggio tra Roma e Napoli il 27 maggio 1892 venne inaugurata una importante variante al percorso della ferrovia. Il nuovo tratto ferroviario si distaccava dal vecchio all’altezza di Ciampino, aggirava il vulcano laziale sul lato nord e passando per i territori di Zagarolo e Palestrina, si andava a ricongiungere al tracciato originario nei pressi della stazione di Colleferro – Segni. In questo modo venne escluso un tratto consistente della vecchia ferrovia, quello che passava a sud del vulcano laziale via Marino, Albano, Lanuvio, Velletri, più lungo e con maggiori pendenze e che finì così coll’essere declassato a sola tratta di collegamento locale.

La ferrovia Roma-Napoli fu da subito molto utilizzata dalle diverse classi sociali che seguirono con entusiasmo l’esempio dato dal pontefice e dal re d’Italia. Certamente utilizzò la nuova variante ferroviaria per Palestrina e Zagarolo un altro rappresentante di casa Savoia, che prese il treno per recarsi da Napoli a Roma in una circostanza che ebbe ampio risalto sulla stampa internazionale. Si trattava di Vittorio Emanuele di Savoia, figlio unico del re Umberto I e di Margherita di Savoia, Principe di Napoli ed erede al trono d’Italia, che doveva recarsi a Roma per celebrare le nozze con Elena del Montenegro. Provenienti via mare proprio dal Montenegro i futuri sposi giunsero insieme a Bari e poi salirono sul treno che, percorrendo proprio la tratta via Napoli, Caserta, Ceprano, li condusse alla Stazione Termini di Roma, dove arrivarono il 22 ottobre 1896. Qui furono ricevuti con grande fasto dal Re Umberto I, dalla Regina Margherita e da quasi tutti i membri di casa Savoia. Le nozze furono poi celebrate il successivo 24 ottobre.

L’Ottocento stava finendo. Il treno si era ormai affermato anche in Italia come il mezzo di trasporto più comodo e veloce.

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