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I cuochi della Campania: “Chi paga il cibo che abbiamo acquistato?” Attualità Italia e Mondo 

I cuochi della Campania: “Chi paga il cibo che abbiamo acquistato?”

“I cuochi e i ristoratori campani non ne possono più: basta ordinanze fatte dalla sera alla mattina! Dopo un anno di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ad ogni livello di questo Stato non si è ancora compreso come fare le ordinanze di chiusura per il settore della ristorazione”. E’ fortemente critica la posizione dei cuochi campani dopo l’ordinanza che per la Campania istituisce la zona arancione e per i ristoranti solo attività di asporto.
“Ancora una volta si dispone il cambiamento di colore della Regione di venerdì e con effetto dalla domenica – spiega il presidente Luigi Vitiello – Questi signori non hanno compreso, dopo un anno e decine e decine di segnalazioni, che i ristoranti, e tutto il settore in generale, non funzionano come gli altri esercizi commerciali. Gli operatori del settore programmano le spese per far funzionare le strutture giorni prima! Chiudere da un giorno all’altro significa solo far gettare alimenti nell’immondizia dopo aver speso centinaia e in alcuni casi migliaia di euro. E’ assurdo che non si comprenda dopo un anno che queste ordinanze non vanno disposte il venerdì, quando si riuniscono i vari comitati, basta anticiparsi ai primi due giorni della settimana”.
“Ci vuole tanto a capire? E’ vergognoso e scandaloso. Chi decide sulla testa di una intera categoria agonizzante è gente che ha le tasche piene e non ha mai interloquito con un cuoco, con un ristoratore A loro signori chiediamo: chi paga per questo ennesimo smaltimento di generi alimentari nell’immondizia? – conclude – Chi paga per il personale che ancora una volta è sbattuto fuori dalla sera alla mattina. Programmazione è una parola sconosciuta? Noi diciamo basta all’improvvisazione che costringe a pagare i soliti noti, ovvero gli untori della ristorazione. Abbiamo diritti e chiediamo regole, non altro“.

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