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I bagni del Comune di Eboli sono chiusi da due mesi Cronaca Provincia e Regione 

I bagni del Comune di Eboli sono chiusi da due mesi

Un solo bagno per quaranta dipendenti. Disagi e cattivo odore ai piani bassi del Comune di Eboli. Da un mese e mezzo gli impiegati attendono l’intervento dei politici. Manutenzione, rifacimento, nuovi servizi igienici? Sulle tre opzioni ancora non è stata effettuata alcuna scelta. L’operazione appare complicata: «I bagni sono vecchi, sono datati – spiega l’assessore Ennio Ginetti – li dobbiamo cambiare, ci siamo rivolti ad alcune ditte. Solo una società ha presentato un’offerta». A preoccupare l’amministrazione, però, non è l’esiguo numero delle ditte che hanno risposto. Il problema vero è il bilancio che verrà approvato a fine febbraio. I tecnici sono al lavoro. I politici attendono le indicazioni. Fino a quella data, però, non si potrà intervenire in nessun modo. Trovare una ditta che faccia credito al Comune non sembra un’operazione semplice: «Siamo in dodicesima, così si dice in gergo. Prima dell’approvazione del bilancio non possiamo intervenire. Ci dispiace per i disagi, però si tratta di problemi vecchi che abbiamo ereditato», conclude Ginetti. Con i due bagni fuori uso, gli impiegati a piano terra ripiegano verso l’ultimo servizio igienico disponibile: quello per i diversamente abili. «Venerdì scorso – racconta un impiegato – un politico ci ha parlato di una gara d’appalto. Per noi è una perdita di tempo. Per comprare asciugacapelli e condizionatori al Palasele si procede con l’acquisto diretto. Per i nostri bagni è diventata obbligatoria la gara». Gli impiegati sono scettici e rammaricati. In altre sedi, per altre occasioni, l’azione è stata rapida, la sostituzione è avvenuta subito. I politici, invece, adesso aspettano il bilancio. Dopo 45 giorni di disagi, non arrivano risposte risolutive. Bisognerà aspettare l’approvazione del bilancio prima di risolvere il problema dei servizi igienici. I dipendenti sono indignati, altri invece salgono ai piani alti: «Io vado al primo piano, non mi importa se mi vedono. A piano terra non si può parlare di situazione civile ». Ai piani bassi ci sono poche speranze di incrociare la ditta che inizi i lavori. Spesso i bagni vengono utilizzati anche dai cittadini. E così i disagi aumentano. Le condizioni igieniche dopo mezzogiorno sono facili da intuire. «Andare in bagno? Nelle condizioni in cui sono, preferiscono aspettare e ritornare a casa». Dai bagni chiusi ai computer in tilt. L’anno scorso l’amministrazione comunale ha dovuto fronteggiare un’epidemia dei computer. Si tratta di processori vecchi e decrepiti a cui non si riesce a ovviare nemmeno con la manutenzione. All’ufficio Cultura i computer sono stati sostituiti. Anche negli altri uffici, computer dopo computer, molte macchine tecnologiche si sono inesorabilmente “spente”. (fonte: lacittadisalerno.it)

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