Fonderie Pisano Salerno: vertice per salvare 100 operai
Alta tensione per il futuro delle Fonderie Pisano a Salerno. Dopo il vertice fiume tra proprietà e sindacati, resta l’incognita per i cento lavoratori dello stabilimento di Fratte: il 31 ottobre scadrà la cassa integrazione e si profila il rischio concreto di un licenziamento collettivo. Al centro del confronto tra i vertici dell’azienda, la segretaria provinciale della Fiom, Francesca D’Elia, e le Rsu c’è la richiesta di attivare la cassa integrazione per cessazione, misura necessaria per dare ossigeno agli operai ed evitare i licenziamenti.
Le risposte della proprietà, scrive la Città, tuttavia, hanno fatto crescere ulteriormente la tensione. Al momento non è stata attivata alcuna procedura per gli ammortizzatori sociali, né è partito l’iter per i licenziamenti, lasciando le tute blu in un drammatico limbo a poche ore dal gong. Sulla possibile riapertura dell’attività con un solo forno elettrico, i Pisano hanno annunciato di aver chiesto chiarimenti alla Regione Campania, con un incontro fissato negli uffici di Palazzo Santa Lucia per il prossimo 2 novembre. Lo scrive la Città. Sul fronte giudiziario e ambientale, le associazioni Salute e vita e Medicina democratica hanno annunciato che si costituiranno nei due ricorsi attualmente all’esame del Tar Salerno. La società si era rivolta ai giudici amministrativi prima per contestare il diniego dell’Aia (che ha determinato la chiusura di Fratte) e poi contro la sospensione della Conferenza dei servizi relativa al nuovo progetto presentato ad agosto, che prevede l’uso di tre forni elettrici.
Lorenzo Forte, presidente dell’Associazione Salute e vita, ha accusato duramente la famiglia Pisano di “tentare di costringere la politica e le istituzioni a commettere illegalità” pur di restare a Fratte. Secondo Forte, l’azienda avrebbe ignorato la richiesta della Regione di sottoporre il progetto a Valutazione di impatto ambientale (Via), contestando la procedura per i tempi troppo lunghi. A complicare il quadro c’è la questione urbanistica. L’avvocato Franco Massimo Lanocita sta valutando un ricorso incidentale contro la Regione Campania: secondo il legale, la Conferenza dei servizi non doveva nemmeno partire poiché, in base al Puc del Comune di Salerno, l’area in cui sorge la fonderia non ha più destinazione industriale ma residenziale.
Una criticità sollevata anche dall’ingegnere Salvatore Milone, storico componente di Salute e vita, che ha puntato il dito contro il silenzio finora mantenuto dall’amministrazione comunale sulla vicenda.





