Fonderie Pisano, proposta per ripartire a Fratte: stop ai forni a carbone
Una ripartenza temporanea a Fratte, utilizzando esclusivamente il forno elettrico già installato e dismettendo definitivamente quelli a carbone, in attesa della realizzazione di un nuovo stabilimento green. È la proposta avanzata dalle Fonderie Pisano nel corso dell’incontro sul futuro dell’azienda e dei lavoratori, svoltosi ieri pomeriggio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Al tavolo hanno partecipato l’amministratore delegato dell’azienda, Ciro Pisano, e l’advisor Dino Giordano, vicepresidente di Confindustria Salerno, insieme all’assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, all’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola, alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e a una delegazione dei lavoratori.
Dopo oltre cinque ore di confronto, secondo quanto riferito dall’azienda, il Ministero avrebbe indicato un percorso operativo preciso: spetterà alle Fonderie formulare una soluzione, agli assessorati regionali fornire il supporto necessario e al MIMIT, con Invitalia, accompagnare e monitorare le diverse fasi.
«Apprezziamo il lavoro del MIMIT e del dottore Losego, che ha riconosciuto già da mesi alla vertenza delle Fonderie Pisano un interesse strategico», dichiara Giordano. «Ha rimesso al centro del tavolo il dovere della politica di guidare i processi di sviluppo di un territorio e di fare tutto ciò che è in suo potere per evitarne l’impoverimento e la perdita di occupazione».
La proposta: ripartenza temporanea con il forno elettrico
La soluzione presentata dall’azienda punta a consentire una ripresa dell’attività produttiva a Fratte in tempi definiti, utilizzando soltanto il forno elettrico già presente nello stabilimento, senza ricorrere alla combustione, e procedendo alla dismissione definitiva dei forni a carbone.
L’obiettivo dichiarato è preservare il portafoglio clienti, in particolare quelli nazionali ed europei, considerato un patrimonio essenziale per la continuità dell’impresa, mentre si lavora alla realizzazione di un nuovo insediamento produttivo a minore impatto ambientale.
Per concretizzare il progetto, le Fonderie hanno chiesto all’assessore Bonavitacola di individuare un’area per il nuovo stabilimento e all’assessore Pecoraro di definire un iter autorizzativo rapido e con tempi certi.
Ammortizzatori sociali per evitare i licenziamenti
Nel corso dell’incontro, l’azienda avrebbe inoltre manifestato la disponibilità ad attivare gli ammortizzatori sociali utilizzabili per scongiurare i licenziamenti, assumendo impegni condivisi sulle tempistiche necessarie alla realizzazione del nuovo stabilimento.
Un altro elemento riguarda il contenzioso in corso. Giordano ha riferito che, qualora il percorso individuato dovesse avviarsi con garanzie concrete sui tempi, verrebbe meno anche l’interesse aziendale a proseguire le azioni giudiziarie attualmente in corso.
«Abbiamo messo sul tavolo tutto ciò che un’impresa può mettere», ha concluso l’advisor. «Il 31 ottobre è vicino: ora la risposta spetta alle istituzioni».
La vertenza entra dunque in una fase decisiva. Al centro restano la continuità produttiva, la tutela dei posti di lavoro e l’individuazione di una soluzione industriale che consenta di guardare al futuro delle Fonderie Pisano attraverso un nuovo insediamento. La proposta aziendale attende ora le risposte degli interlocutori istituzionali coinvolti nel percorso.





