Fonderie Pisano, alt al progetto “green” in attesa della Via: incubo per 140 lavoratori
Ancora una doccia fredda sul futuro delle Fonderie Pisano. Il percorso verso il tanto auspicato ammodernamento ed ecocompatibilità degli impianti incappa in un pesante freno burocratico: l’Ufficio Speciale Valutazioni Ambientali della Regione Campania ha stabilito che il piano di riconversione green non può procedere senza la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Un passaggio procedurale vincolante che complica notevolmente la tabella di marcia della proprietà e riaccende la fibrillazione tra le maestranze. L’ente regionale ha riscontrato la necessità di una verifica preventiva approfondita sulle ricadute ambientali e territoriali del nuovo layout produttivo. L’azienda ha ora a disposizione un termine di 30 giorni per presentare formalmente l’istanza per l’avvio della procedura di VIA. Un iter tecnico che, per sua natura, richiede tempi istruttori complessi e non brevi, rischiando di congelare gli investimenti e la ripartenza operativa dello stabilimento. L’aspetto più critico della vicenda riguarda il destino degli impiegati. L’allarme rosso scatta sul fronte occupazionale: sono infatti 140 i lavoratori che vedono il proprio futuro appeso a un filo. Per loro gli ammortizzatori sociali scadranno tra appena 23 giorni. Senza un quadro autorizzativo chiaro o una proroga degli strumenti di sostegno al reddito, il rischio concreto è che l’interruzione della cassa integrazione si trasformi in un dramma sociale prima che il progetto di riconversione possa vedere la luce. La decisione della Regione riapre la spaccatura tra la tutela della salute, le esigenze di salvaguardia ambientale del quartiere Fratte e la tenuta dei livelli occupazionali. I sindacati e i rappresentanti dei lavoratori chiedono un tavolo d’emergenza con le istituzioni e la governance aziendale per scongiurare il baratro occupazionale a fine mese e individuare una roadmap sostenibile che non metta a rischio i posti di lavoro.





