Fallita mediazione in Prefettura a Salerno per i General Enterprise, domani sciopero
La FIT-CISL Salerno conferma lo sciopero generale di 24 ore del settore igiene ambientale previsto per martedì 13 ottobre 2026, a seguito dell’esito negativo dei tentativi di mediazione presso la Prefettura di Salerno e della perdurante assenza di risposte concrete da parte di General Enterprise S.r.l..
Nonostante i ripetuti richiami istituzionali, le procedure di raffreddamento e conciliazione e la disponibilità dimostrata dalle amministrazioni comunali coinvolte, l’azienda continua a non applicare il rinnovo del CCNL Igiene Ambientale, sottoscritto il 9 dicembre 2025 e pienamente operativo da febbraio 2026, privando i lavoratori dei legittimi riconoscimenti economici e normativi previsti dal contratto nazionale.
In numerosi cantieri gestiti da General Enterprise persistono inoltre ritardi nel pagamento delle retribuzioni e ulteriori criticità che stanno determinando gravi ripercussioni sulle condizioni economiche e professionali dei lavoratori e delle loro famiglie.
La FIT-CISL ribadisce che la mobilitazione non è rivolta contro i Comuni interessati, che in più occasioni hanno dimostrato attenzione verso la vertenza e disponibilità al confronto, ma intende richiamare con forza l’azienda alle proprie responsabilità e sensibilizzare le stazioni appaltanti e le istituzioni affinché intervengano con determinazione per riportare la situazione alla normalità e garantire il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori.
In occasione dello sciopero, i lavoratori dei cantieri coinvolti daranno vita a una manifestazione-presidio sotto la Prefettura di Salerno a partire dalle ore 11:00, per rappresentare pubblicamente le proprie ragioni e chiedere un intervento risolutivo sulle criticità che da mesi caratterizzano gli appalti gestiti da General Enterprise.
La FIT-CISL Salerno si scusa anticipatamente con i cittadini e con l’utenza per i possibili disagi che potranno derivare dall’astensione dal lavoro, ma sottolinea come lo sciopero rappresenti oggi l’unico strumento rimasto per difendere la dignità dei lavoratori e sollecitare il ripristino della legalità contrattuale e retributiva nel settore.





