Dopo la tappa a Bruxelles, Federcardio lancia una proposta alla Regione per la riduzione delle liste d’attesa
Dopo una prolifica tappa a Bruxelles per discutere del futuro delle Pmi sanitarie e del ruolo delle banche di prossimità, in presenza anche della Confesercenti Salute, alla guida di Alessandro Totaro, la Federcardio attiva un focus su una delle più grandi piaghe sanitarie odierne: le liste d’attesa. L’associazione, presieduta dal dottor Leonardo Di Maggio, annuncia che tutti i cardiologi sono pronti a collaborare all’impegno corale richiesto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla ferrea volontà del Presidente della Regione Campania On. Roberto Fico. Federcardio propone, per ridurre le liste d’attesa e conseguentemente ridurre il ricorso improprio e al sovraffollamento dei pronto Soccorso, che tutte le prestazioni U “urgenti” e B “brevi” possano essere eseguite dai centri cardiologici accreditati e regolate al di fuori del budget nei tempi previsti. Una strategia che si potrebbe testare per il secondo semestre del 2026 (quindi dal 1 luglio) per la sola branca di cardiologia.
«E’ un contributo concreto su un tema impegnativo e difficile da risolvere- asserisce Di Maggio- ma significa dare risposte certe, rapide e mirate a chi oggi affronta il dramma della malattia con sofferenza e con tante difficoltà.
Il medico di famiglia, faro e pilastro del nostro sistema, avrà la facoltà di individuare le prestazioni cardiologiche urgenti.Se la Regione, essendo uscita dopo diciannove anni dal piano di rientro, ci consentirà di offrire la nostra professionalità e la nostra assistenza di prossimità saremo pronti ad aprire le nostre agende del Cup e offrire tutte le disponibilità che occorrono ai cittadini Campani in qualunque parte della Regione si trovino». Secondo la proposta anche un paziente con disabilità o con un problema oncologico o con problemi cardiologici gravi non si sentirà dire al telefono «se è urgente solo a pagamento» ma ascolterà «non si preoccupi, ci pensiamo noi».
«Ricordo che le malattie cardiovascolari (CVD) – conclude Di Maggio- sono la prima causa di morte sia in Italia che nel Mondo, responsabili di oltre il 30% dei decessi totali (circa 220mila l’anno in Italia). Queste patologie, che includono infarto e ictus, causano più vittime dei tumori, colpendo in modo significativo anche le donne.
Sottolineando che i centri convenzionati privati sono centri che erogano prestazioni per conto del SSN di cui si sentono orgogliosamente parte, chiedo di cogliere l’opportunità di offrire un Servizio Sanitario Nazionale e/o Regionale ancora più protettivo ed efficiente e di convocarci al più presto per un fruttuoso confronto».





