Divieto di trasferta a Casarano per i tifosi della Salernitana, Valiante: “Il calcio smette di essere una festa “
Il mondo dello sport salernitano si trova a fare i conti con l’ennesimo provvedimento restrittivo, una decisione che rischia di trasformare un momento di aggregazione e passione in un motivo di profonda delusione istituzionale. Le autorità competenti hanno infatti ufficializzato il divieto assoluto di trasferta per tutti i sostenitori residenti nella provincia di Salerno in vista dell’imminente incontro di calcio che vedrà la Salernitana impegnata sul difficile campo di Casarano, in programma allo stadio Giuseppe Capozza. La scelta di chiudere il settore ospiti si inserisce in una serie storica di limitazioni preventive che stanno penalizzando la tifoseria granata in questa stagione, scatenando una dura ondata di proteste e reazioni nell’ambiente locale. A farsi portavoce del diffuso malcontento della comunità è Gianfranco Valiante, esponente politico di spicco del territorio ed ex amministratore locale, che ha affidato ai propri canali di comunicazione un duro atto di accusa contro le modalità di gestione dell’ordine pubblico nel calcio italiano. Secondo l’analisi di Valiante, la scelta adottata dagli organi di pubblica sicurezza rappresenta una scorciatoia burocratica e amministrativa, un modo per evitare di gestire l’evento sportivo applicando una punizione preventiva del tutto immotivata a un’intera piazza. Il politico ha ricordato con rammarico i fatti dello scorso anno, quando le due tifoserie avevano condiviso gli spalti dello stadio in un clima festoso e cordiale, dimostrando che la convivenza civile tra appassionati è non solo possibile, ma rappresenta la vera essenza del calcio.
La critica si sposta poi sull’inconsistenza delle motivazioni alla base dello stop, evidenziando come non sussistano precedenti di scontri diretti o motivi di accesa rivalità tali da giustificare misure di rigore così estreme e limitative della libertà personale. Il blocco dei cancelli al Capozza viene vissuto come una mancanza di rispetto e un’inutile mortificazione per una tifoseria che merita una considerazione differente da parte delle istituzioni sportive e statali. La riflessione finale sollevata da Valiante tocca un tema di interesse nazionale legato alla progressiva desertificazione degli impianti, sottolineando come queste continue restrizioni stiano allontanando in modo definitivo le famiglie e gli sportivi perbene dagli stadi italiani.





