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Covid, il Cts: “Dieci giorni di quarantena e un tampone negativo per tornare a uscire” Attualità Primo piano 

Covid, il Cts: “Dieci giorni di quarantena e un tampone negativo per tornare a uscire”

Scende a 10 giorni la quarantena e per i positivi un solo tampone in uscita. E’ quanto emerge dalla riunione del Cts di oggi.

Tamponi molecolari ed antigenici potrebbero essere autorizzati per i ‘contatti’. E’ questo – secondo quanto apprende l’Ansa- l’altro aspetto sanitario esaminato nel corso della riunione del Cts. Tali tamponi potrebbero essere realizzati dai medici di famiglia e dai pediatri ove possibile.

“Siamo costretti a stringere le maglie dopo settimane di misure che allargavano”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ su Rai3. “Un cambio di marcia con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure, e giocare d’anticipo”. I contagi in Italia sono aumentati ma sono inferiori ad altri Paesi. In un giornio la Francia ha avuto +27mila contagi”.

“Lo voglio dire chiaramente, l’Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale”. Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ‘Mezz’ora in più’ su RaiTre.

“Io posso dire una cosa. A febbraio non eravamo assolutamente preparati, non avevamo niente, neanche come filiera produttiva. Adesso abbiamo un Paese che può avere delle disfunzioni, ma si è attrezzato e ha dimostrato di saper affrontare l’emergenza. Questo è un Paese che non deve essere troppo duro con sé stesso. Le terapie intensive sono attrezzate”, aggiunge Di Maio, sottolineando che nell’emergenza “io non dico che siamo all’ultimo miglio. Noi, grazie all’accordo con Oxford University, entro fine anno avremo le prime dosi del vaccino. E dobbiamo superare e dall’inizio dell’anno prossimo inizieremo le vaccinazioni”, spiega Di Maio, secondo il quale “l’Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale”.

“Oggi non ci sono le condizioni per tornare al lockdown, c’è bisogno di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento di responsabilità”. Lo dice a ‘Mezz’ora in’ su Rai 3 il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri citando un dato: “il 31 marzo c’erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 10 ottobre ce n’erano 390”. E’ “il segno – sottolinea – della risposta che il sistema ha dato rispetto all’epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati”.

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