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Codici replica a Ryanair: “Anche i giudici possono sbagliare. Per questo stiamo già predisponendo l’appello” Attualità zonarcs 

Codici replica a Ryanair: “Anche i giudici possono sbagliare. Per questo stiamo già predisponendo l’appello”



Codici replica alla nota diffusa da Ryanair dopo la decisione del Tribunale di Milano sull’azione inibitoria promossa dall’associazione contro alcune clausole contenute nei Termini e Condizioni della compagnia. “Rispettiamo le decisioni dei giudici, ma questo non significa che dobbiamo condividerle – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Anche i giudici possono sbagliare ed è proprio per questo che l’ordinamento prevede diversi gradi di giudizio. Riteniamo che il Tribunale non abbia colto fino in fondo il punto centrale della nostra azione e stiamo già predisponendo l’appello”. Codici respinge inoltre la rappresentazione fornita da Ryanair, secondo cui l’associazione avrebbe agito per difendere i passeggeri molesti a discapito della sicurezza della generalità dei viaggiatori. “Nessuno, tanto meno Codici, difende chi si comporta in modo violento o mette in pericolo la sicurezza di un aeromobile – prosegue Giacomelli –. Per queste situazioni esistono già precise disposizioni del Codice della Navigazione e specifici poteri attribuiti al comandante. Noi contestiamo altro: che una compagnia privata possa attribuirsi contrattualmente il potere discrezionale di qualificare un comportamento come molesto o disturbante e di farne discendere direttamente conseguenze economiche a carico del passeggero”.

Le clausole contestate consentono infatti a Ryanair di valutare la condotta del passeggero “a proprio insindacabile giudizio”, utilizzando anche espressioni ampie come “fastidio” e “disturbo”, e di collegare a tale valutazione conseguenze patrimoniali.

“Il problema – sottolinea Giacomelli – è ancora più evidente quando una situazione di tensione può nascere anche da un disservizio, da una cancellazione, da una contestazione al gate o sul bagaglio. Non è accettabile che il professionista coinvolto nel rapporto possa essere contemporaneamente colui che valuta il comportamento del consumatore, lo qualifica e applica la conseguenza economica”.

Codici richiama inoltre una contraddizione che merita attenzione. Ryanair denuncia il problema dei passeggeri alterati dall’alcol, ma allo stesso tempo commercializza bevande alcoliche a bordo. Ciò non significa attribuire alla vendita di alcol la responsabilità dei comportamenti individuali, ma evitare rappresentazioni troppo semplicistiche di fenomeni che possono avere cause diverse.

Un ulteriore nodo riguarda la somma di 500 euro prevista dalle condizioni Ryanair. “La clausola prevede già separatamente il rimborso dei costi provocati dall’eventuale deviazione del volo e consente inoltre alla compagnia di richiedere ulteriori costi e danni – afferma Giacomelli –. I 500 euro si aggiungono a queste voci. Se i costi vengono rimborsati e gli ulteriori danni possono comunque essere richiesti, è legittimo domandarsi quale sia la reale funzione di questa somma aggiuntiva, che per Codici presenta una chiara finalità afflittiva e deterrente”.

La questione giuridica, quindi, resta aperta: può un soggetto privato individuare la condotta, qualificarla sulla base di parametri ampi, applicare una conseguenza economica e diventarne allo stesso tempo beneficiario?

“Tutto questo non ha nulla a che vedere con la difesa dei passeggeri violenti – precisa Giacomelli –. Ryanair continua a spostare il confronto su questo terreno, mentre il nostro ricorso riguarda i limiti dei poteri che un’impresa privata può attribuirsi contrattualmente nei confronti dei consumatori. Trasformare una controversia sulla legittimità di una clausola in una contrapposizione tra chi difende la sicurezza e chi difenderebbe i molesti significa evitare il merito della questione”.

Codici ritiene inoltre che espressioni come “azione assurda” o l’accusa di voler “difendere i passeggeri molesti” non aiutino a sviluppare un confronto serio sui diritti dei viaggiatori. “Se Ryanair tiene tanto ai diritti del 99,99% dei suoi passeggeri, come afferma – conclude Giacomelli –, sarebbe auspicabile vedere la stessa determinazione anche sui problemi che vengono segnalati frequentemente: ritardi e cancellazioni, difficoltà nell’ottenere rimborsi e assistenza, contestazioni sul bagaglio a mano, costi aggiuntivi e funzionamento dei canali di contatto”.

Codici annuncia quindi che impugnerà la decisione del Tribunale di Milano e che porterà la questione anche all’attenzione delle competenti Autorità di tutela dei consumatori nei Paesi europei interessati, affinché venga valutata la legittimità delle clausole contestate alla luce della disciplina europea sulle clausole abusive.

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