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Ciambriello: “Marrandino in carcere a 84 anni, deve andare ai domiciliari” Attualità Provincia Provincia e Regione 

Ciambriello: “Marrandino in carcere a 84 anni, deve andare ai domiciliari”

A seguito della visita effettuata in mattinata presso l’Istituto penitenziario di Poggioreale, il Garante Campano delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello, ha denunciato «le distorsioni del sistema giustizia per due casi di detenuti che ha avuto modo di incontrare oggi al Reparto San Paolo».

Il primo caso riguarda caso «Marrandino G. di 84 anni, nato a Salerno e accusato di usura. Quest’ultimo, infatti, giace inerme nel proprio letto nel centro clinico interno all’Istituto, affetto da vasculopatia cerebrale cronica, insufficienza renale, e reduce da un’operazione al femore presso l’Ospedale Cardarelli in seguito ad una caduta, attualmente assistito solo da un piantone in quanto assolutamente non autonomo. Nella piena consapevolezza che la giustizia debba fare il suo corso – ha sottolineato Ciambriello – nell’accertamento delle responsabilità del detenuto e per le gravi accuse, ritengo che a 84 anni, con un tale quadro clinico, sia necessario ricorrere agli arresti domiciliari con braccialetto, o l’arresto presso una struttura sanitaria che consenta di prestare le cure adeguate a un soggetto così anziano per cui anche la vicinanza dei familiari in grado  di poterlo assistere garantisce Il diritto alla tutela della salute e alla dignità. Ritengo infatti questi aspetti prioritari rispetto alle sirene populiste della sicurezza».

Il secondo caso riguarda un 43enne di Catania. «È in carcere, appellante, per reati associati al 416 bis, attualmente ristretto nel centro clinico, reparto San Paolo, poiché affetto da una grave forma di discopatia lombare, cardiopatia ipertensiva e altro. Dal 22 luglio viene dichiarato dal tribunale di Catania incompatibile con il sistema detentivo, e gli sono stati concessi gli arresti domiciliari con il dispositivo del braccialetto elettronico che attualmente non è disponibile, impedendo l’attuazione del provvedimento. Contribuisce a rendere la situazione ancor più paradossale il fatto che il detenuto, dal marzo 2021 non riesce ad accedere ai luoghi in cui si effettua il passeggio a causa della sua ridotta motilità».

Ciambriello, quindi, si è soffermato sull’assenza dei braccialetti elettronici, nonostante sia stata fatta una gara. «In questo anno di Covid diversi magistrati anche campani, si sono avvalsi dell’applicazione di questo strumento per gli arresti e per la detenzione domiciliare. Quest’inspiegabile ritardo, che tanto somiglia ad un “bluff”, finisce inevitabilmente per provocare un surplus di sofferenza che rappresenta una doppia pena per ristretti».

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