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«Benvenuti al degrado»: Tradizione Futuro affigge due striscioni al Parco del Mercatello e al Parco del Seminario Attualità zonarcs 

«Benvenuti al degrado»: Tradizione Futuro affigge due striscioni al Parco del Mercatello e al Parco del Seminario



Ieri sera Tradizione Futuro ha affisso due striscioni ai due parchi pubblici più grandi della città. Al Parco del Mercatello: «Fontane spente, servizi assenti, bivacchi da ostello. Benvenuti al degrado del Mercatello». Al Parco del Seminario: «Incendi, incuria e spaccio a corollario. Benvenuti al degrado del Seminario». Sono due gesti volutamente duri, e riguardano un fatto solo: due opere pubbliche costate diversi milioni di euro e lasciate senza una manutenzione degna di questo nome.

Il Parco del Mercatello è stato riqualificato con un cantiere avviato il 23 settembre 2022, annunciato con un cronoprogramma di trecento giorni. Il parco è stato riaperto alla città il 13 aprile 2024: circa il doppio del tempo previsto. Il progetto prometteva un roseto al posto del vecchio laghetto, una «foglia» calpestabile, una ludoteca per i bambini, un’area spettacoli e una zona fitness. Ventotto mesi dopo la riapertura, le fontane sono spente, la «foglia» è transennata, i servizi igienici non sono fruibili, le giostrine risultano danneggiate e le aiuole secche. Un’opera consegnata con il doppio del tempo preventivato e lasciata deteriorare in poco più di due anni non è un incidente: è il risultato di una scelta, quella di non prevedere e non finanziare la manutenzione ordinaria.

Gli impegni pubblici, del resto, ci sono e hanno una data. Il 28 giugno 2026 è stato annunciato l’avvio di lavori su fontane, giochi e pavimentazione del Parco del Mercatello. Il 26 giugno l’amministrazione comunale ha indicato nel 21 settembre il termine per gli interventi sul decoro urbano cittadino. Sono scadenze che Tradizione Futuro non ha scelto: le ha fissate chi amministra. Ci limitiamo a chiedere che siano verificabili, e ci torneremo il 21 settembre con le fotografie di quel giorno.

Al Parco del Seminario il quadro è diverso e per alcuni aspetti più grave. Diverse aree risultano interdette al pubblico per ragioni di sicurezza idrogeologica. Alla fine di luglio i servizi igienici sono stati devastati da un incendio, secondo le prime ricostruzioni di natura dolosa, che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Il bando per la gestione dello spazio verde, annunciato dall’amministrazione, non risulta a oggi pubblicato. Residenti, comitati di quartiere e consiglieri comunali di appartenenze diverse segnalano da mesi la stessa situazione: vegetazione incolta, erbacce alte, motorini negli spazi pedonali, assenza totale di presidio nelle ore serali ed episodi legati al consumo e alla cessione di stupefacenti.

Una precisazione che riteniamo doverosa, perché le parole di un’associazione devono essere più precise di quelle di uno striscione. Quando denunciamo i bivacchi non accusiamo chi non ha un posto dove dormire, e quando denunciamo lo spaccio non accusiamo un quartiere. Accusiamo chi ha permesso che due parchi pubblici, privi di servizi funzionanti, di illuminazione adeguata e di qualsiasi vigilanza serale, diventassero l’unico spazio disponibile per tutto ciò che una città non vuole vedere. È esattamente ciò che accade quando un bene pubblico viene inaugurato e poi lasciato a sé stesso: non resta vuoto, si riempie d’altro.

«Abbiamo scelto di denunciare la situazione con parole dure» – dichiara Rosario Peduto, portavoce di Tradizione Futuro –. «Chi si scandalizzerà per tre parole scritte su un telo, e non per lo stato in cui sono ridotti due parchi pagati dai cittadini, avrà semplicemente confermato il problema. Purtroppo non è provocazione ma la dura realtà:: ogni cosa che abbiamo scritto in questo comunicato è verificabile, e chiunque può andare a controllarla di persona in dieci minuti.»«Il punto non è che questi parchi siano stati realizzati: era giusto realizzarli» – continua Peduto –. «Il punto è che a Salerno un’opera pubblica finisce con il taglio del nastro, mentre è lì che dovrebbe cominciare. La manutenzione non si inaugura, non produce fotografie e non porta voti: per questo è la prima cosa che salta. E una comunità si giudica da come custodisce ciò che ha ricevuto, non da quante volte lo intitola.»

«Non chiediamo un annuncio in più, ne abbiamo abbastanza» – conclude Peduto –. «Chiediamo i numeri della manutenzione, i nomi di chi la deve fare e le date entro cui deve essere fatta. Sono informazioni pubbliche, e se non arriveranno andremo a prendercele con gli strumenti che la legge mette a disposizione di qualunque cittadino. Lo chiediamo oggi come lo chiederemmo a qualsiasi amministrazione, e lo richiederemo tra sei mesi.»

Tradizione Futuro chiede pertanto al Comune di Salerno: la pubblicazione del piano di manutenzione ordinaria del Parco del Mercatello e del Parco del Seminario, con il capitolo di bilancio e l’importo annuo destinato a ciascuno; l’indicazione del soggetto che ha materialmente in carico la manutenzione e del contratto che la disciplina; lo stato di avanzamento e il cronoprogramma dei lavori annunciati il 28 giugno 2026; il ripristino dei servizi igienici e di un presidio in fascia serale in entrambi i parchi; per il Parco del Seminario, gli esiti delle verifiche di sicurezza idrogeologica che hanno determinato l’interdizione di alcune aree e i tempi di pubblicazione del bando di gestione; un sopralluogo pubblico, aperto ai residenti e alle associazioni, entro il 21 settembre 2026.

 

 

 

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