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AVVOCATO RISPONDE. Violenza psicologia e Gaslighting L'Avvocato risponde 

AVVOCATO RISPONDE. Violenza psicologia e Gaslighting

Abbiamo ricevuto una richiesta di supporto da parte di una vedova sessantenne, ormai sola da diversi anni, i cui figli pongono in essere una serie di azioni, verbali o comportamentalmente subdole, per farla desistere dal suo desiderio di avviare una nuova relazione sentimentale. In questa specifica circostanza si intrecciano, in maniera indissolubile, aspetti umani, sociali e giuridici che come professionisti dello Studio Legale Labonia andremo ad approfondire.

Rispondendo alla nostra lettrice, dobbiamo fare in modo che le siano ben chiari tutti e tre, per metterla nella condizione di poter prendere le sue giuste decisioni. Dal punto di vista umano, siamo costretti ad indicare come inaccettabile il comportamento dei figli che tendono, sicuramente, non tanto a difendere la sfera vitale della madre, quanto a conservare i benefici di una nonna sempre disponibile e di una donna di casa che possa alleviare le organizzazioni domestiche.

Dal punto di vista sociale, è aberrante che si possa voler impedire a qualunque persona, di mantenere vivi i rapporti col resto del mondo, tali da creare una sinergia tra tutti gli individui, traino ad un equilibrio mentale stabile ed, in conseguenza, opera necessaria e meritoria nei confronti della società tutta.

Ma affrontiamo l’aspetto legale, che è quello che più ci coinvolge. “Le parole lasciano i lividi”! Questa frase racchiude lo spirito dell’articolo 572 del Codice Penale, che punisce i colpevoli di qualsivoglia violenza privata, con la reclusione da 1 a 5 anni di carcere o con pene superiori, a seconda delle modalità . In buona sostanza il nostro ordinamento non crea distinzione tra violenza privata fisica o psicologica, ritenendo entrambi questi odiosi reati, punibili in egual misura. La violenza psicologica, quindi, come quella posta in essere dai congiunti della nostra lettrice per crearle confusione mentale e calo di autostima, tale da non farle porre in atto i suoi progetti, è REATO PENALE a tutti gli effetti.

Diremo di più: le modalità che camuffano come interesse affettivo una volontà coercitiva psicologica, note con il termine di Gaslighting, sono da potersi considerare, almeno moralmente, una aggravante del reato, in quanto sfruttano la buona fede di chi le subisce.

Per maggiori informazioni è possibile richiedere la consulenza specialistica dei legali dello Studio Legale Labonia.

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