Avs Salerno: “Meno tasse sul lavoro, più giustizia sociale. La ricchezza contribuisca di più”
Alleanza Verdi e Sinistra rilancia anche a Salerno la proposta nazionale della “Restituzione Fiscale”, un progetto che
punta a ridurre il peso dell’IRPEF sulla grande maggioranza dei contribuenti e a spostare una parte del carico fiscale dal
lavoro alle grandi ricchezze.
La proposta prevede, secondo le stime di AVS, un taglio delle tasse per il 98% dei contribuenti, finanziato attraverso
una maggiore progressività fiscale, il recupero di risorse dall’evasione e un contributo patrimoniale sulle ricchezze
superiori a 5,4 milioni di euro.
“Il punto di partenza – dichiarano Anna Cione e Aniello Fasolino, co-portavoce di Europa Verde Salerno, e Titti
Santulli, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Salerno – è molto semplice: chi vive del proprio lavoro non può
continuare a sopportare un peso fiscale sproporzionato rispetto a chi dispone di grandi patrimoni. La progressività
fiscale non è un principio astratto, ma è uno degli strumenti attraverso i quali possiamo ridurre le disuguaglianze”.
“Quando parliamo di meno tasse – proseguono – dobbiamo però dire con chiarezza a chi vogliamo ridurle e come
finanziare questa riduzione. La nostra proposta non mette nel mirino il ceto medio e non chiede nuovi sacrifici a
lavoratori e pensionati. Al contrario, punta a restituire reddito a chi lavora, aumentando il potere d’acquisto e
contrastando l’impoverimento dei salari”.
Per AVS, la questione fiscale è strettamente legata a quella del lavoro, dei servizi pubblici e della qualità della vita.
“Ogni risorsa recuperata attraverso una maggiore equità fiscale deve tornare alle persone: salari più dignitosi, sanità
pubblica, scuola, trasporto pubblico, welfare, politiche per la casa e tutela dell’ambiente. È questa la differenza tra una
semplice riduzione delle tasse e una vera politica di redistribuzione”.
“Questa discussione è particolarmente importante nel Mezzogiorno e nella nostra provincia. Salerno non può essere
considerata soltanto una periferia delle grandi dinamiche economiche nazionali. Abbiamo bisogno di lavoro stabile e
qualificato, di servizi pubblici efficienti, di investimenti, di politiche ambientali e di condizioni che consentano ai nostri
giovani di restare e costruire qui il proprio futuro”.
La giustizia fiscale, dunque, viene collegata alla necessità di ridurre anche le disuguaglianze territoriali.
“Non possiamo accettare che alle disuguaglianze economiche si sommino quelle territoriali. Chi nasce nel Mezzogiorno
deve avere gli stessi diritti e le stesse opportunità di chi nasce in altre aree del Paese. Per questo la redistribuzione della
ricchezza deve andare di pari passo con il rafforzamento dei servizi pubblici e con una nuova politica di investimenti
per il Sud”.
“Come AVS Salerno – concludono Cione, Fasolino e Santulli – vogliamo portare questa discussione fuori dalle sole
sedi politiche e aprire un confronto con lavoratori, pensionati, giovani, associazioni, sindacati e realtà sociali del
territorio. Parlare di fisco significa parlare di quale società vogliamo costruire”.
“Chiedere di più a chi possiede di più e alleggerire il peso sul lavoro significa rimettere al centro la giustizia sociale. La
nostra idea è quella di un Paese nel quale la ricchezza contribuisca in misura maggiore al bene comune e nel quale il
lavoro torni a garantire dignità, sicurezza e futuro”.





