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Assalto no green pass a Roma, presidio permanente a Salerno presso la sede Cgil Attualità 

Assalto no green pass a Roma, presidio permanente a Salerno presso la sede Cgil

Presidio permanente nella sede provinciale della Cgil Salerno, in via Manzo. Dopo l’attacco alla sede nazionale, a Roma ieri pomeriggio, da parte dei manifestanti «no-green pass», Salerno si mobilita. Mobilitazione in tutte le altre sedi del sindacato in Campania. Il segretario generale Arturo Sessa scrive: “I fatti di Roma di questa sera – occupazione della nostra sede con relativi atti vandalici da parte di facinorosi squadristi e fascisti – rappresentano un atto gravissimo che ferisce la nostra Organizzazione e l’intero mondo del lavoro.

È la dimostrazione che rigurgiti fascisti e neonazisti sono ancora presenti, sostenuti da forze populiste e nazionaliste.
Avevamo ragione tempo addietro a denunciare la presenza pervicace e radicata dei gruppi neofascisti nel nostro Paese. Quanto accaduto per mano di squadristi fascisti organizzati impone a noi tutti di essere allarmati e preoccupati.
D’urgenza, si è riunito il gruppo dirigente della CGIL salernitana: abbiamo aperto la nostra sede e abbiamo manifestato la nostra piena solidarietà al compagno Landini ed all’intero gruppo dirigente nazionale.
Del pari, la nostra solidarietà deve essere estesa alle Forze dell’Ordine impegnate nella difesa delle istituzioni, della Costituzione e della democrazia.
Deve essere chiaro al Governo, ai partiti e a tutte le forze democratiche che devono essere sciolte Associazioni e Forze che si richiamano ai valori del disciolto Partito Fascista, a partire da Forza Nuova.
Questa mattina tutte le segreterie Confederali e di Categoria sono convocate alle ore 10:00 presso la sede nazionale della Cgil, dove saranno decise ed avviate le successive forme di mobilitazione necessarie. Siamo tutti chiamati a dare una risposta democratica ma ferma a ciò che si è verificato.
Invito ancora tutti ad essere pronti per la mobilitazione generale a difesa dei valori democratici, della libertà di pensiero e alla difesa del mondo del lavoro” – conclude la lettera a firma di Arturo Sessa

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