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Antenna 5G a Prepezzano: il diniego e la vittoria al Consiglio di Stato portano la firma del Comune Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Antenna 5G a Prepezzano: il diniego e la vittoria al Consiglio di Stato portano la firma del Comune



L’Amministrazione comunale di Giffoni sei Casali ritiene doveroso ristabilire con precisione i fatti sulla vicenda dell’antenna 5G al casale Prepezzano. Lo fa a tutela di una corretta informazione dei cittadini.

Con la sentenza n. 07219, pubblicata il 30 settembre 2026, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello proposto dal Comune di Giffoni Sei Casali. La sentenza riforma la decisione del TAR, che era favorevole alla società richiedente. Il risultato nasce da un percorso amministrativo e legale portato avanti dall’Amministrazione, come dimostrano gli atti:

  • 3 giugno 2025: viene presentata l’istanza per l’installazione di un’antenna 5G su suolo privato a Prepezzano.
  • 19 febbraio 2026: il Consiglio comunale approva il Regolamento per l’installazione e l’esercizio delle stazioni radio base. Il Regolamento passa con i voti della maggioranza e con il voto contrario dell’unico consigliere di minoranza presente.
  • 3 aprile 2026: sulla base di quel Regolamento, l’Ufficio Tecnico adotta il diniego (provv. n. 3354). L’area è infatti soggetta a una pluralità di vincoli.
  • Ricorso al TAR: la società ricorre. La Giunta comunale delibera di costituirsi in giudizio a difesa del provvedimento.
  • 14 maggio 2026: il TAR, con sentenza n. 917, dà ragione alla società.
  • 16 giugno 2026: la Giunta decide di non arrendersi e propone appello al Consiglio di Stato.
  • 30 settembre 2026: il Consiglio di Stato accoglie l’appello del Comune.

Il diniego, la difesa in giudizio e l’appello sono tutti atti dell’Amministrazione comunale. Lo stesso articolo riconosce che è stato accolto «l’appello del Comune». Il Regolamento ha dato al Comune lo strumento per dire no. Poi le scelte della Giunta hanno reso quel no definitivo. Prima la decisione di costituirsi in giudizio davanti al TAR, poi, dopo una sentenza sfavorevole, quella di proseguire fino al Consiglio di Stato.

Erano decisioni tutt’altro che scontate: la strada più semplice sarebbe stata fermarsi al primo grado. La minoranza non ha preso parte ad alcun passaggio di questo iter. Non ha contribuito alla stesura del Regolamento, non ne ha sostenuto l’approvazione (l’unico suo rappresentante presente ha votato contro) e non ha avuto alcun ruolo nelle scelte che hanno portato alla vittoria in giudizio. Attribuirsi oggi il merito di un risultato costruito da altri non rende un buon servizio alla verità né ai cittadini.

«Abbiamo difeso il territorio con gli atti, non con le parole – dichiara il Sindaco Francesco Munno –. Oggi il Consiglio di Stato ci dà ragione. Questo risultato appartiene alla comunità di Giffoni Sei Casali, all’Amministrazione di maggioranza e a chi si è assunto la responsabilità di difenderla nelle sedi competenti.»

Per illustrare nel dettaglio gli atti e la sentenza, l’Amministrazione invita il costituendo comitato civico e tutta la cittadinanza a un incontro pubblico. L’appuntamento è per sabato 3 ottobre alle ore 18:00, nell’Aula Consiliare del Comune.

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