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A Battipaglia sequestro carni di prodotti alimentari e cosmetici in un negozio di via Rosa Jemma Provincia Provincia e Regione zonarcs 

A Battipaglia sequestro carni di prodotti alimentari e cosmetici in un negozio di via Rosa Jemma



Sequestro di carni, prodotti alimentari e cosmetici in un esercizio di vicinato di via Rosa Jemma, a Battipaglia, al termine di un controllo durato l’intera giornata condotto dalla Polizia municipale insieme al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Salerno. Nel reparto macelleria e nella cella frigorifera destinata alla conservazione delle carni i veterinari hanno trovato alimenti ammassati in spazi ristretti, senza protezione, sovrapposti e in parte a diretto contatto con il pavimento. Tra i prodotti, carcasse di volatili, conigli e insaccati sfusi a contatto tra loro, frattaglie e quinto quarto bovino non toelettati, pezzi di grasso bovino con tratto intestinale ancora pieno di materiale fecale. Un cartone di dolciumi confezionati è stato rinvenuto inumidito e con tracce di sangue, accanto alla carne. L’accertamento più grave riguarda una testa di bovino divisa in due metà, con il bulbo oculare: materiale specifico a rischio di categoria 1, la cui detenzione è vietata dalla normativa europea sulla prevenzione delle encefalopatie spongiformi trasmissibili. L’intero quantitativo di carni e alimenti presente nel reparto è stato sequestrato e affidato in custodia sul posto, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. La Sezione di Polizia amministrativa, commerciale e tributaria, diretta dal sottotenente Massimiliano Corrado, ha invece esaminato l’etichettatura dei prodotti confezionati esposti alla vendita. Sono state sottoposte a sequestro amministrativo oltre 700 confezioni di alimenti e 120 chilogrammi di zucchero, per 27 referenze di provenienza extraeuropea: etichette redatte solo in francese e arabo, o unicamente in arabo, senza l’indicazione di un operatore responsabile stabilito nell’Unione europea. All’esercente è stata chiesta la documentazione di acquisto della merce, che non è stata prodotta né in forma cartacea né digitale: risultava così interrotta la catena di rintracciabilità, che in caso di allerta sanitaria avrebbe consentito di risalire al fornitore e ritirare i prodotti dal mercato. Sequestrati anche cosmetici privi di etichettatura in italiano e dell’indicazione della persona responsabile per l’Ue.


 

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