CORONAVIRUS. IL BRASILE FA MARCIA INDIETRO SUI DATI NASCOSTI
Il numero dei contagi accertati a livello mondiale sale a 7.227.869, mentre quello dei morti a 411.320, secondo i dati della Johns Hopkins University. Il Paese che registra i numeri più alti della pandemia in termini assoluti restano gli Stati Uniti con 1.979.893 casi accertati e 112.006 morti, con un aumento di 17.300 unità nelle ultime 24 ore e 819 nuovi decessi, seguiti dal Brasile per contagi e dal Regno Unito per morti. La pandemia “che in quattro mesi ha devastato il mondo intero non è ancora finita…e in autunno ci sarà una nuova ondata…è una proiezione inevitabile” a dirlo è l’epidemiologo e principale consulente della Casa Bianca, Antony Fauci, cha ha anche definito la pandemia “il mio peggior incubo”. In America Latina i contagi hanno raggiunto quota 1.403.259, con un aumento di 49.349 unità nelle ultime 24 ore, e 69.190 morti: è quanto emerge da una statistica dell’ANSA, realizzata sulla base di 34 nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile ha registrato 32.091 nuovi casi e 1.272 morti: lo rivela il Ministero della Salute, che ha ripristinato il sito internet che forniva tutti i dati sul numero dei casi e dei decessi; la decisione segue di poche ore l’ordine della Corte Suprema brasiliana (STF) al Ministero di riprendere la diffusione quotidiana delle statistiche, compreso il bilancio complessivo delle vittime, smentendo di fatto la decisione del presidente Bolsonaro, che venerdì scorso aveva deciso di cambiare il criterio di conteggio dei casi. Il totale dei casi in Brasile è salito quindi a quota 739.503, mentre quello dei decessi ha raggiunto quota 38.406; dietro il Brasile c’è il Perù con 203.736 casi e 5.738 morti, il Cile (142.759 e 2.283), mentre destano allarme gli aumenti dei casi in Messico ed Argentina, rispettivamente di 4.199 unità (con il totale arrivato a 124.301) e di 1.141 (24.761 il totale).





