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CORONAVIRUS. INDIA: 9.000 CASI IN 24 ORE Attualità Italia e Mondo 

CORONAVIRUS. INDIA: 9.000 CASI IN 24 ORE

Secondo i dati dell’Università Johns Hopkins, aggiornati alle 22.00 di ieri, nel mondo i contagi sono 6.383.805, mentre le vittime globali sono 380.331. Gli Stati Uniti continuano ad essere il Paese più colpito con 1.831.821 di casi e 106.181 vittime, ma aumenta il bilancio delle vittime in America Latina, diventata l’epicentro della pandemia. Nelle ultime 24 ore i casi accertati di contagio sono aumentati di 34.200 unità, arrivando a 1.044.461, mentre i morti sono arrivati a più di 54mila, di cui 31.199 solo in Brasile. Il Paese rimane secondo al mondo per numero di contagi, che dopo i 28.936 registrati ieri, sono arrivati ad essere 555.383 in totale; il secondo Paese dell’America Latina che ha subito più vittime è il Messico, dove i decessi hanno superato quota 10mila: il Covid ha ucciso 10.637 persone dall’inizio della pandemia, mentre sono 97.326 i casi confermati. In Africa, il numero dei casi ha superato quota 150mila, dopo che ne sono stati registrati 5.343 nelle ultime 24 ore; secondo l’Unione africana, al momento sono 152.442 i contagi e 4.344 i morti nei 54 stati. Superato il picco dei contagi in Russia, anche se il numero dei nuovi casi rimane altissimo: nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati 8.536, portando il totale a 432.277, con l’indice che è sceso dal 2,1% al 2%; i decessi sono stati 178, che hanno portato il totale a 5.215. L’India, attualmente il settimo Paese al mondo più colpito dal virus, ha registrato 9.000 nuovi casi nelle ultime 24 ore: questo è il livello più alto da quando è iniziata la pandemia; secondo i dati della Johns Hopkins University, l’India conta oggi 207.615 contagi e 5.829 morti. Alcuni studenti hanno protestato nel sud del Paese, dopo il suicidio di un adolescente di 14 anni, che non era in grado di seguire le lezioni online perché non aveva né una televisione, né uno smartphone; da quando il 25 marzo l’India ha imposto il lockdown, le scuole sono state chiuse, lasciando milioni di bambini senza accesso all’istruzione, in quanto le famiglie non possono permettersi costosi dispositivi.

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