CORONAVIRUS. LA SITUAZIONE NEL MONDO
Secondo i ricercatori della Johns Hopkins University. Nel mondo sono 4.262.799 le persone che hanno contratto il virus, mentre ha superato la soglia di 290mila (291.981) il numero dei morti dall’inizio della pandemia. I numeri, che si basano su rapporti ufficiali e sui media, probabilmente sono sottostimati. Gli Stati Uniti si confermano il primo Paese al mondo per numero di contagi, arrivati a 1.369.964, e per numero di decessi: nelle ultime 24 ore i morti sono stati 1.894, portando il totale a 82.387. Drammatico balzo in avanti della Russia, che nelle ultime 24 ore ha registrato 10.028 nuovi casi che portano il totale a 242.273 e confermano la Federazione il secondo Paese più colpito al mondo; il totale delle vittime è arrivato a 2.212. Situazione ugualmente difficile in America Latina: in meno di 24 ore i contagi sono cresciuti di 20mila unità, arrivando a 400.807, mentre i decessi hanno raggiunto quota 23.011. In Brasile il 45% dei contagiati (177.589) e quasi la metà dei decessi; segue il Perù che, nonostante la ridotta popolazione, conta 72.059 casi e 2.057 morti. Salgono a 119 i nuovi casi legati al focolaio scoppiato tra i bar e i locali notturni di Itaewon a Seul in Corea del Sud, e sono circa 20.000 le persone sottoposte al test per il Coronavirus. In Giappone è morto un lottatore di sumo di 28 anni, il primo sportivo di questa disciplina contagiato dal virus il 10 aprile. In Europa continua la progressiva riapertura nei Paesi dell’Unione: i confini tra Austria e Germania saranno completamente riaperti dal 15 giugno; in Germania, intanto, sono stati registrati 798 nuovi casi che portano il totale a 173.171, mentre i decessi nelle ultime 24 ore sono stati 101, per un totale di 7.634 vittime dall’inizio della pandemia: i dati confermano un calo nei numeri e riportano l’indice di contagio, che dopo l’avvio della fase 2 era salito da 0,7 a 1,1, a 0,94.





