San Matteo, Bellandi: “Una festa cristiana deve diventare un incontro capace di cambiare la vita”
“Una vera festa cristiana non può essere soltanto una tradizione da ripetere, ma deve diventare un incontro capace di cambiare la vita”. E’ il messaggio di ieri sera dell’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Monsignor Andrea Bellandi, durante la Santa Messa delle 19 in Cattedrale, prima del rito della Raccolta della Manna.
Rivolgendosi direttamente a San Matteo, con il tono di una lettera a una persona cara, l’Arcivescovo ha affidato al Patrono le gioie e le ferite della città, chiedendo innanzitutto il dono della pace in un mondo segnato da guerre, violenze e divisioni. Ma anche una pace capace di partire dalle relazioni quotidiane, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro e nelle comunità.
Ampio spazio alla situazione economica e sociale del territorio, alle famiglie in difficoltà, a chi ha perso il lavoro, agli anziani, agli imprenditori, ai commercianti, agli artigiani e ai lavoratori. Un appello alla responsabilità, perché il profitto non diventi un idolo e il progresso proceda insieme alla solidarietà.
Poi i giovani, costretti troppo spesso a lasciare il territorio per studiare o lavorare. «Partire può essere un’opportunità preziosa, ma non deve mai diventare una necessità», il senso della riflessione di Bellandi, che ha invocato formazione, lavoro, partecipazione e ascolto.
Infine, lo sguardo sulla Chiesa di Salerno-Campagna-Acerno: una comunità chiamata all’unità, alla misericordia e all’accoglienza, capace di cercare chi si è allontanato e accompagnare chi prova a ricominciare. «Non possiamo onorare le tue reliquie e ignorare il corpo sofferente di Cristo presente nei poveri», ha sottolineato l’Arcivescovo.
Il messaggio finale è tornato al momento della chiamata di Matteo: Gesù passa, vede e chiama. «Ottienici la grazia di non rimanere seduti», l’invocazione conclusiva di Bellandi. Alzarsi dall’indifferenza, dalla sfiducia e dalla paura per camminare insieme, animati da un’unica speranza.





