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Mercato San Severino, Giovanni Romano: “Persi i finanziamenti Pnrr per la Casa di Comunità” Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Mercato San Severino, Giovanni Romano: “Persi i finanziamenti Pnrr per la Casa di Comunità”



Il consigliere comunale di opposizione di Mercato San Severino Giovanni Romano accende i riflettori sui finanziamenti PNRR destinati alla sanità e denuncia ritardi, presunte anomalie urbanistiche e la mancata realizzazione delle strutture previste a San Vincenzo. «Invieremo un dettagliato esposto all’Autorità Giudiziaria», annuncia.

«Sempre più ultimi!». È questo il titolo scelto dal consigliere comunale di opposizione di Mercato San Severino Giovanni Romano per intervenire sulla vicenda dei finanziamenti europei del PNRR destinati alla realizzazione di strutture sanitarie sul territorio comunale.

Al centro della denuncia ci sono la Casa di Comunità (CDC) e il Centro Operativo Territoriale (COT) che, secondo quanto riferito da Romano, avrebbero dovuto essere realizzati a San Vincenzo attraverso fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il consigliere sostiene che il Comune avrebbe perso i finanziamenti a causa della mancata realizzazione delle strutture nei tempi previsti e pone una serie di interrogativi anche sulla regolarità urbanistica dei lavori.

Romano ricostruisce quindi la vicenda, ricordando le precedenti segnalazioni sui ritardi e chiedendo chiarezza sull’iter amministrativo e sui controlli effettuati dal Comune.

La dichiarazione del consigliere comunale di opposizione Giovanni Romano:

“SEMPRE PIU’ ULTIMI!

La Regione Campania ha pubblicato l’elenco dei Comuni in cui le Aziende Sanitarie non hanno realizzato le strutture finanziate con i fondi europei del PNRR.
Come temevamo, tra le Città che hanno perso i finanziamenti, c’è anche la nostra.

L’ASL ha ricevuto finanziamenti europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per realizzare a S. Vincenzo la Casa di Comunità (CDC) e il Centro Operativo Territoriale (COT).
I lavori furono annunciati lo scorso anno con la solita “grancascia” propagandistica e le foto sul cantiere.
Dovevano essere conclusi entro il 30 giugno di quest’anno.

Qualche mese fa abbiamo segnalato i ritardi e alcune evidenti “anomalie” nell’esecuzione dei lavori nella speranza (vana!) che la dis-amministrazione si attivasse.
Abbiamo anche chiesto di sapere:

se sono stati regolarmente rilasciati dal Comune i permessi di costruire per gli immobili in costruzione e se erano in corso i normali controlli da parte degli Organi comunali;
se sono state rispettate le distanze, previste per legge, dalla strada extra-urbana e dall’alveo del torrente Lavinaio;
se sono stati rispettati i parametri, previsti dalla legge, riguardo alle dotazioni di parcheggi e di aree scoperte a verde, in rapporto alle superfici coperte dagli immobili in costruzione.

Nessuno ci ha risposto!

Abbiamo chiesto di accedere agli atti e ci siamo recati al Comune per prendere visione della documentazione.
Quello che abbiamo “scoperto” è incredibile!

Il Comune non ha mai rilasciato nessun permesso a costruire per realizzare la Casa di Comunità e il Centro Operativo Territoriale.
Gli unici permessi rilasciati riguardano la sede del Distretto Sanitario di cui è stato realizzato solo un primo lotto costituito da uno “scatolone” di cemento prefabbricato. Dei lavori del secondo lotto, nonostante i due permessi a costruire rilasciati TRE ANNI FA, nessuna traccia.

Il 9 giugno 2026, in seguito ad una segnalazione di un cittadino del 16 aprile (quasi due mesi per decidere di controllare!), un tecnico del Comune ha effettuato un primo sopralluogo nell’area non pervenendo ad alcuna determinazione.
In data 16 luglio, anche a seguito della nostra segnalazione, e’ stato effettuato un secondo sopralluogo.
E’ stato accertato che:
a) il fabbricato in costruzione non rispetta la distanza minima di legge dalla strada extraurbana (ex regionale) di 10 metri perché e’ posizionato a 5,90 metri;
b) non è stata formalizzata nessuna variante urbanistica per l’intera area dove, lo ricordiamo, sono stati rilasciati unicamente i permessi a costruire per la sede del Distretto Sanitario;
c) di conseguenza, si configura un grave difetto urbanistico nel computo complessivo degli standard urbanistici obbligatori per legge (parcheggi pubblici e privati e verde pubblico);
d) addirittura, le aree destinate a verde e parcheggi dei primi tre permessi a costruire (relativi alla sede del Distretto Sanitario) oggi sono materialmente occupate, ridotte o del tutto cancellate dal sedime e dalle pertinenze del nuovo manufatto in corso di edificazione (Casa di Comunità) e, di conseguenza, i permessi a costruire già rilasciati sarebbero da annullare.

Una situazione gravissima, comunicata al Responsabile dell’Area Tecnica quale unico organo titolare, per legge, del potere di diffida, vigilanza e repressione dell’abusivismo edilizio.
Cosa abbia fatto il Responsabile dell’Area Tecnica non lo sappiamo.
I fatti dimostrerebbero che non è stato fatto nulla.
Sappiamo, invece, che la dis-amministrazione ha ignorato completamente la situazione, impegnata nelle festicciole private (sempre con fascia tricolore al collo!), nello struscio al Corso riqualificato (e non ancora collaudato!) e nelle sagre delle polpette e dei panzarotti.

Si avviano lavori di opere pubbliche strategiche come quelle sanitarie, del valore di decine di milioni di euro, sul territorio comunale senza che vengano rilasciati i permessi a costruire e senza che si controlli quello che si sta facendo?

Cosa è stato fatto per promuovere e controllare l’efficace andamento dei lavori vista la scadenza del 30 giugno?

Un’amministrazione comunale degna di questo nome, quotidianamente, promuove e controlla quel che si realizza sul proprio territorio.
Soprattutto quando gli attori sono altri Enti pubblici.
E provvede ad informare, in modo trasparente, la Comunità.
Se non ci fosse stata la denuncia di un cittadino e la nostra segnalazione, non avremmo mai saputo come stanno veramente le cose.

Invieremo un dettagliato esposto all’Autorità Giudiziaria per chiedere di accertare se vi siano responsabilità anche a carico di chi doveva controllare e non ha fatto nulla.
Ma, al di la’ dell’aspetto giudiziario, resta enorme e chiaro, il fallimento politico e amministrativo di tutti i dis-amministratori di maggioranza che, con la loro incapacità e il loro disinteresse, danneggiano la nostra Città.”

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