STORIE DI REMO, VOLO SALERNO ROMA AVANA SOLO ANDATA
Ottava puntata
Ernesto percorse il Malecon e poi svoltò’ verso il Prado che a quell’ora brulicava di vita. E’questo il boulevard più elegante dell’Avana; lungo oltre 500 mt si sviluppa su una elevazione ornata di panchine e di otto maestosi leoni di bronzo.
Edificato nel 1772,unisce il Morro al Parque Central , accogliendo pittori con i loro cavalletti,musici e artisti di ogni sorta.
E’sempre gremito di passanti fino a notte inoltrata ed
Ernesto ,dopo aver lasciato il motorino nel posteggio dell’amico Alfredo ,salì’ sul Paseo.
Incontro’un gruppo di ragazzi che giocavano a pallone e si unì a loro.
Era felice.
Sentiva nel petto la gioia di un amore che stava nascendo con l’impeto di un astronave e il solo pensiero di lei lo inebriava.
Albeggiava quando percorse l’Avenida Paseo fino al crocicchio con la Calle 15.
Salì’ in casa e si addormentò subito,sfinito ma beato,con le dita che sfioravano le lenzuola come carezzando il viso di Delia.
L’indomani era sabato ed Ernesto si levò con la smania di approntare tutto per il giorno dopo.
Lei sarebbe stata libera dal lavoro e aveva acconsentito di andare con lui al mare la domenica.
Santa Maria no! Era la spiaggia più grande , dove confluiva l’intero sciame turistico della città.Più avanti vi erano lidi meno frequentati ,dove si spendeva qualcosa in più.Ernesto l’avrebbe portata a Megano,una spiaggia più esclusiva,dove sarebbero sicuramente stati meglio.Non avrebbe badato a spese,desiderava una giornata memorabile,in cui la donna che si stava prendendo il suo cuore fosse trattata come ospite di un principe.
La chiamò nel pomeriggio con l’ansia alle stelle per timore di un suo ripensamento.
Invece la trovò lieta di trascorrere una giornata al mare insieme a lui.
Poi si accorse che il suo costume era consunto,monto’sul motorino e si recò al centro commerciale di Carlos Tercero per comprarne uno nuovo.

L’adrenalina gli saliva forte e per giungere riposato all’appuntamento dell’indomani,quella notte prima di coricarsi prese alcune gocce di sonnifero.
Avevano convenuto di incontrarsi alle nove ed Ernesto la trovò lì che lo aspettava davanti alla casa azzurra.
“Hola mi vida” lo saluto’lei sorridendo andandogli incontro e baciandolo sulle labbra .
Ernesto sentì il suo profumo di cipria che gli piaceva tanto e ne rimase inebriato.
Indossava pantaloncini corti di cotone e una maglietta bianca; salì dietro di lui che già aveva avviato il mezzo.
Lei si allaccio’ con le braccia al girovita del giovane poggiando una guancia sulla sua schiena.Non aveva i grandi orecchini a cerchio e lo zainetto a righe sulle spalle le conferiva un’aria spensierata.
Alla lunga barriera di controllo rallentarono,come tutti gli altri veicoli fin quasi a fermarsi,poi ripresero la corsa verso las Plaias del Este.

Da quel punto al mare sono circa 10 km ;la piccola moto avanzava fendendo ai lati mangrovie e vegetazione tropicale.
Le sagome nere dei martelli da trivellazione petrolifera, disseminati
lungo il percorso, sembravano mulini a vento.
Delia si stringeva forte a lui ; le spalle larghe del ragazzo le infondevano sicurezza mentre gli sussurrava all’orecchio:
“ Te quiero”





