Fumi al porto di Salerno: i controlli della Capitaneria escludono anomalie
Il verdetto sulle emissioni nel porto di Salerno, è netto e rassicurante. «Dagli accertamenti non sono emerse irregolarità», ha confermato il comandante Giovanni Calvelli, restituendo in poche parole il senso di un lavoro basato su rilievi tecnici e verifiche puntuali.
I valori registrati restano saldamente entro i margini previsti dalla normativa ambientale vigente. Non è stato rilevato alcuno sforamento né anomalia nei combustibili impiegati dalle unità attualmente attraccate allo scalo salernitano.
Il fabbisogno energetico: navi da crociera come piccole città
Dietro questa tranquillità ambientale, si muove tuttavia una sfida logistica e infrastrutturale ben più ampia: la gestione del fabbisogno energetico del porto.
Ogni nave da crociera che fa il suo ingresso a Salerno è, di fatto, una piccola città galleggiante. Per restare accesa, climatizzata e operativa durante la sosta, richiede un’energia paragonabile a quella necessaria per illuminare un intero quartiere di 6.000 abitanti. È come se la città, a ogni attracco, dovesse trovare le risorse per alimentare un nuovo rione invisibile che consuma energia senza essere stabilmente abitato.
I lavori per l’elettrificazione delle banchine
Per rispondere a questa enorme “fame di energia” e abbattere definitivamente l’impatto delle emissioni navali, sono già partiti i cantieri per l’elettrificazione delle banchine. Un intervento cruciale, che diventa indispensabile considerando che, con il futuro prolungamento del molo Manfredi, lo scalo potrà ospitare due navi da crociera contemporaneamente.
Le nuove infrastrutture prevedono due interventi chiave:
- Una grande centralina sotto il viadotto Gatto, destinata a fungere da “punto d’arrivo” dell’energia diretta alle banchine.
- Una seconda struttura a monte, necessaria per gestire e “orchestrare” l’intero flusso elettrico, garantendo la fornitura senza intoppi ed evitando pericolosi sovraccarichi alla rete.





